Tra i più gravi problemi che
la nostra società deve affrontare, c’è sicuramente quello dell’ambiente.
E’ davvero un enorme problema!
Ormai
è noto a tutti che il nostro ambiente è soggetto a gravi forme di inquinamento
che minacciano seriamente il suo stato di salute.
Se
l’uomo non trova dei sistemi per condurre la sua attività senza danneggiarlo,
esso rimarrà compromesso per sempre, raggiungendo livelli di inquinamento che
poi avranno effetti molto negativi sulla vita stessa dell’uomo.
Quest’anno il Progetto di
Educazione Ambientale ha avuto come tema centrale il fiume Volturno; le indagini
e le ricerche effettuate hanno mirato a scoprirne caratteri storici, geografici,
la fauna che lo caratterizza, le sue attuali condizioni e quant’altro
interessa conoscere ai fini della sua salvaguardia.
E’ stato un lavoro molto interessante perché il Volturno attraversa il nostro territorio e perché, conoscendolo meglio, abbiamo imparato ad amarlo di più.
|
|
Ecco
come vorremmo che fosse, ma.....
non tutti i sogni sono realtà e nemmeno questo lo è. Purtroppo!!!
Gloria
- Alunna di classe 4^
Il nostro fiume si chiama
Volturno ed esso nell’antichità è stato venerato come un Dio che donava
fertilità ai campi e prosperità alle persone; oggi la testa del Dio Volturno
possiamo ammirarla nel Museo Campano di Capua. Infatti, durante la nostra visita
a questo museo, avvenuta nel mese di aprile 2002, ci siamo preoccupati di vedere
dove fosse il Dio Volturno perché tutti eravamo molto curiosi di conoscerlo.
Chiedendo
ai nostri nonni, abbiamo saputo che nel passato il Volturno era navigabile e
che, pur essendo alquanto pericolosa, nel fiume si praticava la balneazione.
Alcuni
secoli fa esso era navigabile lungo quasi tutto il percorso.
E’
straordinario!
Tutto
ci sembra ancora più straordinario se pensiamo alle sue condizioni attuali.
|
|
Il
Volturno nasce dai monti della Meta, ha un percorso di Km.175 e sfocia nel mar
Tirreno a Castel Volturno, con una foce a delta. Tra i fiumi d’Italia occupa
il 5° posto per lunghezza.
Fin
quando conserva carattere torrenziale, ha acque limpide, ma
già nella valle del Medio Volturno subisce gravi forme di inquinamento.
Nella piana alifana, dopo aver raccolto le acque del Lete, comincia a
manifestare seri problemi che si aggravano ulteriormente con la confluenza col
fiume Calore che “dona” al Volturno un carico inquinante continuo, di ogni
natura. Presso Piana di Monte Verna e Triflisco riceve un grave colpo mortale
per la presenza degli scarichi urbani e di aziende zootecniche; giunge a Capua
fortemente inquinato dove è definitivamente annientato dagli scarichi delle
industrie chimiche. Le sue acque, torbide e limacciose, continuano il loro
stanco cammino fino alla foce.
Il
Volturno è stato famoso per le sue piene che, nei secoli, si sono ripetute
ciclicamente. Le più vicine a noi, che i nostri genitori e nonni ricordano,
sono quelle di ottobre 1949, di novembre 1968 e di novembre 1979. Nel ’49 e
nel ’68, le sue acque superarono l’altezza di 4 metri.
La
fauna ittica risulta fortemente impoverita e qualche pesce pescato mostra
evidenti tumefazioni.
Come
può l’uomo, di fronte ad una tale evidenza, rimanere a guardare?
Il
depauperamento della fauna
Le cause del depauperamento
della fauna sono state, in primo luogo il grave inquinamento delle acque, poi la
pesca sportiva e, non secondaria, la scarsa osservanza delle disposizioni di
legge che riguardano la pesca. Ripulendo le acque e osservando rigorosamente le
leggi, si potrebbe garantire un ripopolamento della fauna ittica del Volturno.
Essa risulta formata da: persico, alborello, carpa, trota e tinca e,
attualmente, le aree più pescose sono quelle comprese tra il Matese e i Monti
di Venafro.
Lungo
il fiume sono presenti pochi esemplari di airone bianco, germano reale,
tuffetto, svasso maggiore, biscia d’acqua e ramarro, un tempo molto numerosi.
La
vegetazione
Lungo il fiume Volturno la
vegetazione più comune è la cannuccia di palude, il pioppo, il salice bianco e
il salice rosso.
|
|
Nel corso del nostro lavoro,
abbiamo letto diverse poesie sul fiume Volturno, che ne esaltavano la grandezza,
la bellezza, i benefici.
Anche noi abbiamo tentato di
scrivere dei semplici versi dedicati al fiume Volturno.
Ve
li proponiamo.
Il fiume Volturno
Il fiume Volturno è ammalato
perché….ahimè! l’abbiamo
inquinato.
Dove, sereno, sostava il pescatore,
oggi c’è solo cattivo odore.
Dove un tempo si vedeva il tuffetto,
oggi vi sono numerose scatolette.
Prima, acque limpide e luccicanti,
ora, rifiuti e schiuma inquinante.
Un tempo, fiero, nuotava lo storione,
oggi solo qualche raro capitone.
Forza, uniamoci e salviamo il Volturno!
Raccogliamo i rifiuti facendo a turno!
Maria Luisa - Classe 4^
Il Volturno
Il Volturno è molto inquinato.
E’ l’uomo che l’ha rovinato!
Il Volturno è una ricchezza,
vederlo soffrire…una grande
tristezza!
Sarebbe bello poterlo pulire
in modo da non farlo morire!
Domenico - Classe 4^
Fiume limpido e amato
con i rifiuti t’han rovinato.
Hai una grande storia
ma adesso non hai più gloria.
Nasci dai monti della Meta
e scorri come una cometa.
Nel Mar Tirreno hai la tua foce
e lì si sente la tua voce.
Attraversi molti paesi,
che in te lasciano i loro pesi,
ma il Volturno è ancora il nostro fiume
e in esso rimane acceso ancora un lume.
Alunni di classe 5^
Oh, fiume Volturno!
Oh, fiume
Volturno!
Come sei
diventato?
Ti hanno
proprio maltrattato!
Un tempo
correvi fiero,
con acque
limpide e chiare
nella valle
verdeggiante.
Ora…..
l’airone,
la beccaccia e la sgarza ciuffetto
non stanno più
bene nel tuo letto.
Oh, fiume Volturno!
Come sei diventato?
Ti hanno proprio
maltrattato!
Domenica – classe 5^
Noi bambini, oltre i buoni
propositi, non possiamo fare molto.
Ci
siamo persino sforzati di scrivere versi! Il nostro intento è quello di
sensibilizzare gli amministratori dei vari comuni attraversati dal Volturno ad
adottare provvedimenti, come ad esempio i depuratori, affinchè questo fiume,
tanto benefico per l’agricoltura e così bello per il paesaggio, possa essere
salvato.