1948-2008 “60 anni di diritti umani”
Un percorso per formare i
giovani
tra immagine, gioco e multimedialità
CORSO DI FORMAZIONE IN DIRITTI UMANI
Inoltre, l’assegnazione del Premio NOBEL per la pace ad Al
Gore per il suo impegno nella difesa dell’ecosistema terra, ha riproposto con
forza lo stretto rapporto che un’ecologia del pianeta ha con l’ecologia
della mente (Bateson), per la costruzione di una cultura di pace e della
coesione sociale.
I diritti umani ed i giovani
La difesa dei diritti umani non è di competenza esclusiva
di leggi e normative giuridiche. Noi tutti, giovani compresi, dobbiamo farci
carico di promuoverli e di rispettarli.
Sulla base di questo principio inclusivo, nel
Prodotto nell'ambito del programma di educazione ai
diritti umani con i giovani della Direzione Giovani e Sport del Consiglio
d'Europa, il manuale intende potenziare l'educazione ai diritti umani a partire
dai giovani attraverso attività e programmi educativi centrati sulla promozione
di un'uguale dignità per ogni essere umano.
Allo scopo di interessare i giovani ai diritti umani,
coinvolgerli nella loro difesa in base alle loro capacità e creare una
coscienza positiva sui temi legati ai diritti, nelle rispettive comunità, il
testo propone un'ampia scelta di approcci tematici e metodologici basati
sull’esperienza, in ambito di educazione non formale.
La
versione italiana del COMPASS è disponibile dal 2004.
Metodologia
La
metodologia utilizzata nel corso di formazione sarà quella della peer-education, o educazione tra pari.
Esempio di “buona pratica”, raccomandato dal Consiglio d’Europa, rappresenta
una strategia educativa volta ad
attivare un processo naturale di passaggio di conoscenze, di emozioni e di
esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri membri di pari status; un intervento, secondo
questa prospettiva, che mette in moto un processo di comunicazione globale, caratterizzato da un’esperienza profonda ed
intensa e da un forte atteggiamento di ricerca di autenticità e di sintonia tra
i soggetti coinvolti. Questa pratica va oltre il momento educativo e diviene
una vera e propria occasione per il singolo adolescente, il gruppo dei pari o
la classe scolastica, per discutere liberamente e sviluppare consapevolezze che
nei momenti formativi tradizionali non emergono.
Contenuti
e struttura del corso.
Il corso
di formazione in diritti umani si articolerà in quattro moduli, per un totale di 20 ore.
Durante lo svolgimento del corso il livello di difficoltà
andrà salendo progressivamente: questo aumento interesserà sia le attività
pratiche affrontate dai ragazzi, sia l’approfondimento dei contenuti, che
richiederà maggior senso critico-analitico da parte degli studenti stessi. Si
alterneranno dunque, in modo equilibrato, momenti “classici” di lezione frontale
ad approcci tematici ed operativi di Peer education.
I primi due moduli verteranno sull’approfondimento di due
documenti ufficiali fondamentali nell’ambito dei Diritti Umani:
Il Documento proclama il diritto alla vita, alla libertà e
sicurezza individuali, ad un trattamento di uguaglianza dinanzi alla legge,
senza discriminazioni di sorta, ad un processo imparziale e pubblico, ad essere
ritenuti innocenti fino a prova contraria, alla libertà di movimento, pensiero,
coscienza e fede, alla libertà di opinione, di espressione e di associazione.
Stabilisce inoltre che nessuno può essere fatto schiavo o
sottoposto a torture o a trattamento o punizioni crudeli, disumani o degradanti
e che nessuno dovrà essere arbitrariamente arrestato, incarcerato o esiliato.
Sancisce anche che tutti hanno diritto ad avere una
nazionalità, a contrarre matrimonio, a possedere dei beni. a prendere parte al
governo del proprio paese, a lavorare, a ricevere un giusto compenso per il
lavoro prestato, a godere del riposo, a fruire di tempo libero e di adeguate
condizioni di vita e a ricevere un'istruzione.
Contempla il diritto di chiunque a costituire un sindacato
o ad aderirvi e a richiedere asilo in caso di persecuzione.
Molti Paesi hanno compendiato i termini della
Dichiarazione entro la propria costituzione. Si tratta di una dichiarazione di
principi con un appello rivolto all'individuo singolo e ad ogni organizzazione
sociale al fine di promuovere e garantire il rispetto per le libertà e i
diritti che vi si definiscono. Gli Stati membri delle Nazioni Unite non furono
tenuti a ratificarla (la dichiarazione non essendo di per sé vincolante),
sebbene l'appartenenza alle Nazioni Unite venga di norma considerata
un'accettazione implicita dei principi della Dichiarazione.
Va sottolineato che in base alla Carta delle Nazioni Unite
gli Stati membri s'impegnano ad intervenire individualmente o congiuntamente,
per promuovere il rispetto universale e l'osservanza dei diritti dell'uomo e
delle libertà fondamentali. Questo è un obbligo di carattere legale.
La dichiarazione, poiché rappresenta un'indicazione
autorevole di che cosa siano i diritti umani e le libertà fondamentali, sarà il
primo Documento ad essere analizzato nell’ambito del corso.
Gli studenti avranno la possibilità di esplorare i
contenuti della Dichiarazione attraverso un Picture Game.
Contempla l'intera gamma dei diritti e delle libertà
attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici,
sociali, economici, culturali). Tutela il diritto alla
vita, nonché il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del
servizio sanitario, il
diritto di esprimere la propria opinione e ad essere informati.
I bambini
hanno diritto al nome, tramite la registrazione all'anagrafe subito dopo la
nascita, nonché alla nazionalità, hanno il diritto di avere un'istruzione,
quello di giocare e quello di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento
e di abuso.
Costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli
Stati che la ratificano, oltre ad offrire un quadro di riferimento organico nel
quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant'anni a difesa dei diritti
dei bambini.
L'Italia
ha ratificato
In quanto dotata di valenza obbligatoria e vincolante,
Di fondamentale importanza è il meccanismo
di monitoraggio previsto
dall'art. 44: tutti gli Stati sono infatti sottoposti all'obbligo di presentare
al Comitato dei Diritti dell’Infanzia, un rapporto periodico (a 2 anni
dalla ratifica e, in seguito, ogni 5 anni) sull'attuazione, nel loro rispettivo
territorio, dei diritti previsti dalla Convenzione.
Secondo la
definizione della Convenzione sono "bambini" (il termine inglese
"children", in realtà, andrebbe tradotto in "bambini e
adolescenti") gli individui di età inferiore ai 18 anni il cui interesse
deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza.
Considerata dunque l’età media del target group scelto,
appare opportuno presentare un’analisi approfondita del novero dei diritti
rivolti ai protagonisti stessi dell’attività formativa, attraverso una
discussione guidata che utilizza il metodo della classificazione “a diamante”
relativa alle c.d. “Carte delle Affermazioni”.
Gli ultimi due moduli saranno incentrati sull’analisi di
alcuni diritti fondamentali già inquadrati nei primi incontri, ma le attività
proposte, che si avvarranno sempre della peer education, seguiranno un taglio
differente. Verrà introdotto, infatti, il gioco di ruolo dal vivo (Live
Action Role-playing) come lavoro
di gruppo in grado di veicolare sia la discussione che la costruzione del
consenso in relazione alle tematiche affrontate.
Il terzo modulo verterà sulla Protezione dell’Ambiente e lo Sviluppo
sostenibile.
L’interrelazione
tra la problematica ambientale e la tutela dei diritti umani muove dal
principio per il quale il valore della vita si estende anche a ciò che lo
circonda: proteggere l’uomo significa proteggere anche l’ambiente di cui è
parte.
È
innegabile che l’impatto delle crisi ecologiche investa l’uomo in ogni sua
dimensione: l’ambiente può condizionare il libero sviluppo della personalità
dell’individuo, incidendo sia sulla sua dignità che sulla sua stessa esistenza.
Gli effetti nocivi dell’inquinamento pervadono sempre
più la vita quotidiana di tutte le popolazioni del mondo e ne minano la qualità
della vita. Proprio per non compromette la possibilità delle future
generazioni di perdurare nello sviluppo, preservando la qualità e la quantità
del patrimonio e delle riserve naturali, oggi si parla di sviluppo sostenibile. Esso persegue appunto l’obiettivo
di contemperare sia lo sviluppo economico che la protezione degli ecosistemi,
operando quindi in regime di equilibrio ambientale.
Numerosi
documenti a carattere internazionale trattano delle tematiche di protezione
ambientale.
È opinione diffusa che i Documenti ONU, sebbene non vi si
ritrovi un riferimento esplicito al c.d. diritto all’ambiente, ne contengano i
“prodromi”.
Si darà conto, nel corso dell’introduzione alle tematiche
ambientali, dei seguenti documenti:
-
Conferenza di Stoccolma sull’ambiente del 1972
-
Carta Africana sui diritti umani e dei popoli del 1981
-
Carta della Natura del 1982
-
Convenzione americana sui diritti umani del 1988
-
La dichiarazione di Rio sull’ambiente e lo sviluppo
-
Ksentini Report predisposto in seno alla Commission on Human
Rights dell’ONU del 1994, e annesso progetto della Dichiarazione di principi
per i diritti umani e l’ambiente.
“La caccia alla balena” sarà il gioco di ruolo assegnato per
indagare la conflittualità tra i diritti allo sviluppo, alla vita culturale e
la protezione dell’ambiente.
L’ultimo modulo avrà per oggetto l’analisi di l’impatto ed il
ruolo di Internet, nell’ambito della
promozione dei diritti umani, la globalizzazione delle informazioni rispetto
al diritto alla privacy e alla libertà
di espressione ed il digital divide.
Internet è dotato di un enorme potenziale democratico,
grazie alla enormi possibilità fornite dall’accesso globale alla Rete. La
vocazione democratica di Internet sembrerebbe trovare conferma anche nella
crescita impetuosa, senza precedenti nella storia dei media, che ne ha
contraddistinto la diffusione. Questo mito della “Rete egualitaria” è stato
alimentato anche dall’associazione alle caratteristiche di inclusione ed
apertura in grado di colmare le distanze geografiche e sociali tra le persone.
In realtà oggi, oltre ad esaltare l’accessibilità delle
informazioni e la facilità di
interscambio (che ha fortemente agevolato anche l’operato degli
attivisti in diritti umani), si dovrebbe anche considerare l’impatto del
fenomeno denominato Digital Divide.
Per divario
digitale, detto anche DD, si
intende il dislivello esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie
(Internet, PC) presenti nel mondo, e chi non può farlo per motivi diversi come
reddito insufficiente, analfabetizzazione, assenza di infrastrutture (come nel
caso dei paesi in via sviluppo).
Uno degli impedimenti, infatti, della Rete globale, è
rappresentato proprio dalle difficoltà di accesso, che comportano il possesso
di un computer e il pagamento del servizio di connessione. Ciò significa che
soltanto chi può permettersi di sostenere queste spese ha accesso
all’incredibile mondo di informazioni che
Attraverso le emails operatori umanitari, NGO e
organizzazioni governative coordinano le proprie azioni in modo economico e
semplice, permettendo agli utenti di avere sempre a disposizione una vasta
gamma di informazioni quasi in tempo reale. Potenzialmente, proprio Internet è
il mezzo in grado di raggiungere il pubblico più bisognoso di tali
informazioni.
-
Azioni
di coordinamento di interventi e scambio di contatti, applications in diritti
umani e altri strumenti per NGO e attivitisti.
-
La
denuncia di violazioni dei diritti umani per darne consapevolezza e conoscenza
al grande pubblico attraverso sia la costituzione di e-mail lists per
diffondere press releases, sia grazie alla costruzione di siti web per fornire
informazioni sempre aggiornate.
-
Una
maggiore facilità di accesso alle informazioni per diffondere campagne,
petizioni, catalizzare pressione internazionale su temi caldi.
In un contesto dove le organizzazioni che operano
nell’ambito della tutela dei diritti umani si trovano a dover gestire
situazioni serie e problematiche, è di vitale importanza, dunque, la promozione
della libertà di espressione nel rispetto della privacy come elemento entrale
dello sviluppo dell’informazione nella società.
(DUDU, art 19; Patto diritti civili e politici, art.19;
Convenzione europea protezione diritti umani e libertà fondamentali, art 10).
***
I modulo: Diritti Umani,
Discriminazione/Xenofobia, Media.
Livello 1
L’attività:
UN “picture gAME”
Giochi con le
immagini: cosa vedi in Pancho.
La
lettura delle immagini è un’attività creativa e divertente, che assume un
valore notevole rispetto ai diritti a cui si riferiscono. Questa capacità, che
va appresa e sviluppata al pari del saper riconoscere le lettere dell’alfabeto,
è riferita anche all’abilità di analisi ed interpretazione del testo nella sua
interezza. A volte un’immagine può risultare molto più efficace e diretta di
mille parole.
Pancho è l’illustratore del COMPASS, ha
realizzato le vignette del Manuale, ed ha curato, tra le altre cose,
l’elaborazione grafica della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 10
dicembre 1948.
Obiettivi
Scopi
dell’attività di formazione sono stati:
v la familiarizzazione dei
partecipanti con gli strumenti del diritto internazionale (Dichiarazioni,
Convenzioni, Patti) con particolare riferimento alla DUDU;
v l’acquisizione della coscienza e
consapevolezza della rilevanza e della continua interazione tra diritti umani e
la vita quotidiana;
v lo sviluppo ed il potenziamento
della capacità di lettura visiva, di ascolto e comunicazione nel gruppo.
Strategia
Considerato
il target group (40-45 studenti), si analizzerà il contenuto di quindici
articoli, e dunque dei rispettivi quindici Diritti, nell’ambito di workshops.
In
plenaria si daranno brevi cenni sulla DUDU, senza entrare nel merito del
contenuto degli articoli analizzati, nonché delle diverse generazioni di
diritti umani. Al termine della breve presentazione, la plenaria sarà divisa in
sottogruppi, composti di 4/5 studenti ognuno. Ai partecipanti sarà consegnato,
oltre alle vignette, il compendio della DUDU con l’intitolazione dei singoli
diritti contenuti negli articoli. Ogni workshop analizzerà 3 vignette, dalle
quali è stato precedentemente rimosso il dialogo contenuto nei balloons.
Obiettivo
primario del sottogruppo sarà quello di individuare il collegamento tra
l’immagine assegnata ed il diritto corrispondente, in termini generali.
Dopo
aver raggiunto il primo step, i partecipanti dovranno attivarsi nella ri-elaborazione
della vignetta: sarà infatti richiesto loro di riempire il balloon con proprie
battute che tengano conto del diritto tutelato dall’articolo, nell’adattamento
grafico realizzato da Pancho.
Riporterò
dunque l’operato dei singoli workshop in plenaria, al termine dell’analisi
degli articoli della DUDU, descrivendo la vignetta di Pancho, il contenuto
dell’articolo che la stessa intendeva rappresentare, la ri-elaborazione degli
studenti e l’interazione che ha accompagnato il sottogruppo durante l’attività
in tutte le sue fasi.
Come
peer educator introdurrò le tematiche oggetto del corso e affiancherò i
partecipanti con spunti di riflessione e stimoli, senza interferire nelle
dinamiche proprie del gruppo. Collaborerò all’individuazione del contenuto
dell’articolo, promuovendo e veicolando un approccio di analisi critico
strutturato e ben motivato da parte degli studenti.
In
particolare, una rappresentazione grafica che prescinde dagli articoli della
DUDU, relativa al rispetto dei diritti umani tout court, si presterà ad una
duttile e dinamica varietà di interpretazioni, tutte esclusivo frutto
dell’elaborazione dei partecipanti.
Da
esperienze di formazioni precedenti, è risultato che gli studenti rispondono in
modo efficace ed esaustivo alle sollecitazioni nonché all’attività in generale,
fornendo interessanti suggerimenti ed elaborazioni originali, riflesso del
proprio percorso scolastico, sia personale che curricolare.
II MODULO: Diritti Umani,
Educazione, Bambini e ragazzi.
Livello 2
L’ATTIVITà: le carte delle affermazioni
Un bimbo senza
coraggio è come un cielo senza stelle
L’attività utilizzerà il metodo della classificazione “a
diamante” allo scopo di promuovere la discussione sulla Convenzione sui Diritti
del Fanciullo, e in particolare si affronteranno i temi:
v diritti umani fondamentali e i
diritti specifici dei bambini in virtù di questa Convenzione;
v diritti e responsabilità in virtù
di questa Convenzione;
v metodi per rivendicare questi
diritti.
Diritti correlati:
v diritto a conoscere la propria
famiglia e a vivere con essa
v diritto alla protezione contro lo
sfruttamento economico
v diritto ad un trattamento
particolare in caso di procedimenti giudiziari
Obiettivi:
v informare sulla Convenzione dei
diritti del Fanciullo
v sviluppare l’abilità di analizzare
le informazioni ricevute e quella di rapportarle alla realtà quotidiana
v incoraggiare il senso di
responsabilità, solidarietà, giustizia ed eguaglianza
Strategia
Si
forniranno brevi accenni sulla Convenzione, attraverso una discussione mirata
basata su un compendio che menzioni il contenuto del Documento, passandone in
rassegna i principali articoli.
Si
procederà, come di consueto, alla suddivisione in gruppi di lavoro autonomi. Si
distribuiranno, dunque, delle Carte recanti Affermazioni legate ai diritti dei
minori.
La
selezione delle Affermazioni oggetto di studio riguarderà argomenti che toccano
di più i membri del gruppo, come ad esempio i diritti c.d. “controversi”, in
modo da stimolare una discussione interessante all'interno del gruppo.
Dopo
aver spiegato ai partecipanti la procedura della classificazione "a
diamante", i gruppi
dovranno esaminare le 9 affermazioni proposte loro e valutarne i collegamenti
con la vita quotidiana. Dovranno, in seguito, disporre le carte in ordine di
importanza in uno schema a diamante posizionando l'affermazione più importante
al vertice di un ipotetico diamante sul tavolo. In seguito, sotto,
collocheranno una affianco all'altra, le due carte un po' meno importanti, poi,
sotto queste, le tre carte di minore importanza. La quarta linea sarà formata
da due carte e la quinta da una sola carta, quella meno importante. Le carte
così disposte riprodurranno la struttura di un diamante. A questo punto gli
studenti avranno del tempo per discutere e decidere l'ordine delle carte.
Quando tutti i gruppi avranno terminato, i partecipanti potranno osservare come
gli altri gruppi hanno classificato le affermazioni.
Al
termine della prima analisi si riuniscono tutti i partecipanti in plenaria per
il feedback.
Il
momento del debriefing comincia proprio con la comparazione delle diverse
classificazioni approntate dai sottogruppi, che certamente rispecchia la
differente sensibilità dei partecipanti. Dopo la presentazione dei risultati
delle discussioni negli workshop, infatti, si procede nell’analisi tra
similitudini e differenze nell’assegnazione delle priorità, incoraggiando
l’eventuale volontà di revisione dell’ordine delle carte a seguito della
discussione.
La
riflessione successiva verterà infine sull’importanza rappresentata dalla
partecipazione ai processi democratici come modo per far valere i propri
diritti.
Attività
a latere: Solo un minuto / Quiz il
bingo dei diritti.
III MODULO: Diritti umani,
ambiente, globalizzazione.
Livello
4
L’ATTIVITà:
Questa attività prevede il lavoro di gruppo, il gioco di
ruolo, discussione e costruzione del consenso relativamente alle seguenti
tematiche:
v l’uso sostenibile delle risorse
marine
v il diritto dei popoli indigeni
alla propria cultura e al proprio sviluppo
Diritti correlati:
v diritto di partecipare alla vita
culturale
v diritto dei popoli di disporre
liberamente del proprio ambiente naturale
v diritto allo sviluppo ed all’utilizzo
delle risorse naturali
Obiettivi:
v indagare la conflittualità tra i
vari diritti allo sviluppo e alla vita culturale e la protezione dell'ambiente
v Il diritto di partecipare alla
vita culturale
v Il dirittò dei popoli di disporre
liberamente del proprio ambiente naturale
v Il diritto allo sviluppo ed
all'utilizzo delle risorse naturali
v Indagare la conflittualità tra i
diritti allo sviluppo e alla vita
v Sviluppare competenze
interculturali e riflettere sul pregiudizio
v Sviluppare atteggiamenti di apertura
mentale verso le differenze culturali
Strategia
L’attività si svolgerà in due parti:
la prima parte prevede un’introduzione all'attività e alle
tematiche ambientali e culturali interessate. Si porrà particolare attenzione
all’ambiente ed ai diritti legati alla cultura, con accenni ai relativi
Documenti internazionali.
Il gioco di ruolo sarà incentrato sulla richiesta rivolta
dalla nazione Makah alla Commissione per
L’assegnazione delle parti attraverso la distribuzione di
schede recanti le caratteristiche dei ruoli, permetterà ai partecipanti di
prepararsi alla seconda parte dell’attività, la simulazione vera e propria.
Il valore fondamentale che permetterà la mediazione e
l’interazione tra i ruoli si basa sull’assunto: "I costumi e le usanze dei
popoli devono essere rispettate fin tanto che non sono in contrasto con i
diritti umani".
La seconda parte relativa alla simulazione, vedrà un
incontro tra le parti in causa per discutere la richiesta della tribù Makah
alla Commissione per
Ruoli:
-
componenti
tribù Makah;
-
membri
organizzazione CREST,
-
Alta
Alleanza Nordica,
-
Pastori
del Mare,
-
Greanpeace.
La supervisione dell’attività sarà veicolata come di
consueto attraverso la peer education.
IV MODULO: Diritti
umani, media e globalizzazione.
Livello 4
L’ATTIVITà: L’IMPATTO DI INTERNET
Quest'attività prevede discussioni in piccoli gruppi e in
plenaria per analizzare i seguenti temi:
v Il futuro di Internet e del
"digital divide".
v L’utilizzo di Internet per la
promozione dei diritti umani
Obiettivi:
v
Stimolare
la consapevolezza di ciò che Internet e l'accesso "globale" alle
informazioni comportano
v
Sviluppare
capacità di immaginazione e pensiero critico
v
Promuovere
giustizia e solidarietà nei confronti degli altri lavorando per promuovere i
diritti umani
L’attività si svolge in tre parti:
la prima parte prevede un’introduzione all'attività e alle
tematiche relative all’informazione e all’utilizzo di Internet, con
particolare attenzione ai Documenti internazionali che affrontano questi argomenti.
Sarà richiesta ai partecipanti l’elaborazione di una valutazione
relativa alle nuove tecnologie dell'informazione e dell’impatto che provocano
sulle nostre vite e sul lavoro per i diritti umani. L’esperienza muoverà da una
riflessione relativa a vantaggi e svantaggi dell’utilizzo delle ICT.
Gli scenari saranno presentati in termini severi per
polarizzare le decisioni.
La
seconda parte richiederà ai partecipanti di predire l’impatto di Internet, con
l’assegnazione dei profilo a base ottimista, e pessimista.
La
mediazione guidata dei gruppi avverrà attraverso l‘elaborazione di motivazioni
tratte da spunti distribuiti ai partecipanti, in modo da rendere più agevole
l’argomentazione tra le parti.
La
terza fase cerca di elaborare una analisi su come Internet possa essere usato
per promuovere i diritti umani attraverso un incontro simulato tra i
rappresentanti di ONG attive nell’ambito dei diritti umani, i profili
ottimisti/pessimisti assegnati in precedenza, ed i mediatori/osservatori
esterni. Seguirà la discussione, il debriefing e la valutazione
Ruoli:
Ottimisti,
prospettive future sull’impatto di Internet
Pessimisti,
prospettive future sull’impatto di Internet
ONG: Amnesty International
ONG: Derechos diritti umani
ONG:
Human Rights Watch.
Il
gioco di simulazione è molto articolato perché prevede la rotazione della
composizione dei sottogruppi per ruolo ricoperto. La peer education permetterà
la mediazione e il corretto svolgimento della discussione che richiede
particolare attenzione alla distinzione tra impatto locale/globale, disparità
di accesso alle nuove tecnologie, e partecipazione democratica all’elaborazione
delle prospettive di ognuno.
Valentina Cinti
Delegata Nazionale Sezione Giovani
EIP ITALIA
Anna Paola Tantucci
Presidente Nazionale E.i.I.P
Italia