
Ministero
dellA PUBBLICA Istruzione
Ufficio Scolastico Regionale per
UFFICIO
SCOLASTICO PROVINCIALE DI SIENA
Prot.
n. 10594 /Segr. Siena, 6 settembre 2007
Al
Personale tutto della scuola
Agli
Studenti
Alle
loro Famiglie
Oggetto: Messaggio di inizio anno scolastico.
Carissimo Dirigente scolastico,
sento il bisogno di esprimere alcune
considerazioni e riflessioni prima dei messaggi “istituzionali” di inizio anno
scolastico, che saranno sicuramente ricchi di richiami a dati valoriali
costituzionali ed entreranno più nel merito di indicazioni operative.
E vi prego di estenderle a tutti quanti operano
o vivono la realtà della scuola della provincia di Siena.
Entrando
nel merito più semplicemente io, e l’Ufficio intero che rappresento, vogliamo
comunicare la compartecipazione, la condivisione, insomma, l’esserci, rispetto all’avventura che stiamo andando ad iniziare.
A
questo proposito mi piace rifarmi all’apprezzata filosofia di Luciano De
Crescenzo, il quale, in un suo pensiero, ci ha ammonito che noi uomini “siamo angeli con un’ala sola, e solo
restando abbracciati possiamo volare”.
Vi
prego allora di considerarci come un aiuto, una risorsa, una porta sempre
aperta, visti gli affanni quotidiani e le sempre maggiori incombenze che
derivano, oggi, dal volere e dovere interpretare un ruolo da protagonisti, da veri
artefici e da guida, e non da semplici spettatori passivi, nel “pianeta
scuola”.
Il
mio pensiero principale va però ai giovani, che sinceramente oggi, in generale,
non sono messi nelle condizioni di costruirsi il proprio progetto personale di
vita. Mi voglio limitare a segnalare, senza entrare nell’analizzarne le cause,
che nel programmare la propria educazione-didattica e nel gestire la scuola non
è possibile fare riferimento in modo acritico a un’idea di “giovani” da tempo
superata da una realtà che più di altre è in rapida e talvolta contraddittoria
evoluzione.
La
caduta di un modello centrale di riferimento, la continua rimessa in
discussione di valori e di stili di vita, e soprattutto la crescita
dell’insicurezza, hanno comportato un danneggiamento alla vita delle persone,
distrutto l’autostima e il valore personale, generato intollerabili livelli di
paura, ansietà, impotenza e disperazione. Sentimenti questi che i giovani hanno
maggiormente accusato ed acuito.
Non dimenticate che i ragazzi vanno
a scuola volentieri, quale che siano le caratteristiche della scuola, quando
riescono a percepirne un’utilità reale per la loro vita, quando sentono che a
scuola possono trovare risposte alla loro domanda non solo di formazione e di
informazione ma, soprattutto, di significato,
di senso della vita. E quali risposte possiamo dare loro quando tutto attorno
impera la gerontocrazia, quando è ferma la convinzione che per andare a
lavorare c’è il bisogno assoluto di una raccomandazione, quanto è andato ormai
perdendosi il significato di termini-valori quali onestà, sacrificio, amicizia,
moralità, rispetto, solidarietà, impegno, ecc.?
Il
momento è difficile, ma non dobbiamo demordere. Le cose devono cambiare, se
davvero e non solo a parole vogliamo dimostrare ai giovani che siamo capaci di
assumerci le nostre responsabilità.
Avete e abbiamo un ruolo importante, e con questa
consapevolezza mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione, per farne
l’uso che riterrete più opportuno, un brano di Rudyard Kipling, dal titolo IF
(se), che contiene il monito di un padre al figlio, e che vi confesso di tenere
a portata di mano per andare ogni tanto a rileggerlo.
Spero
vogliate perdonarmi e capirmi se dopo aver passato tutta l’estate a
sovrintendere a graduatorie, definire organici, predisporre monitoraggi,
attivare e seguire procedure disciplinari, fare di conto, interpretare norme e
regolamenti nonché colloquiare costantemente con legali, ho sentito il bisogno
di riappropriarmi di qualche concetto “alto”, di qualche dato valoriale che non
possiamo non avere presente nel momento di iniziare un nuovo anno scolastico e
che volevo condividere con voi.
Consapevole
della complessità del ruolo che vi attende, alla luce anche di alcune delle considerazioni
espresse, voglio concludere riprendendo metaforicamente il pensiero evangelico
francescano: “ Cominciate col fare ciò
che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a
fare l’impossibile “.
Tutti
noi sappiamo quanto questo impossibile
sia oggi veramente importante per la nostra scuola !!!
Buon
anno scolastico.
f.to Il
Dirigente
Luigi Sebastiani