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Sicurezza in cattedra

 

Lo scorso 7 aprile si è svolto a Firenze il Convegno che ha ufficializzato la nascita della Rete toscana del progetto “Sicurezza in cattedra”. Si tratta di un’iniziativa nazionale attivata nel 2002 dall’ITI-IPIA “Leonardo da Vinci” di Firenze, che vede la partecipazione di 13 istituti (IPSIA, ITIS, Geometri, Istituti comprensivi), situati in Friuli, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Sicilia e Sardegna, con il coinvolgimento di oltre 900 studenti.Nell’ambito di questo progetto, la Regione Toscana ha inteso promuovere nel proprio territorio la costituzione di “poli di eccellenza”, imperniati sugli istituti partner del progetto e sui dipartimenti di prevenzione delle ASL competenti per territorio, con l’obiettivo di aggregare gradualmente anche altri soggetti interessati (scuole di ogni ordine e grado ed istituzioni operanti nei settori della sicurezza sul lavoro e della tutela ambientale).

Tale percorso, finalizzato alla adozione di strategie comuni per ottenere il miglioramento delle condizioni di sicurezza degli edifici scolastici e per promuovere iniziative di formazione rivolte in particolare agli studenti, prevede il recupero, la creazione e la condivisione delle risorse, esportabile e riproducibile anche in altre regioni.

E’ in questa prospettiva che si colloca la costituzione della Rete regionale toscana “Sicurezza in cattedra”, inquadrata nella strategia dei Piani mirati, le cui modalità di intervento, come riportato nel Piano sanitario regionale, rappresentano “lo strumento per un’azione organica e sistematica in uno specifico settore produttivo e su di esso vengono indirizzate le risorse professionali interdisciplinari, logistiche e strumentali, per sviluppare un’ampia cultura della prevenzione e l’adozione di specifici piani per evitare il rischio e adottare comportamenti idonei alla protezione, interessando in primo luogo i lavoratori, gli studenti, i cittadini”.

La proposta di costituire una rete fra le scuole toscane che partecipano al progetto “Sicurezza in cattedra” è stata messa a punto dall’Area Sistema Regionale di Prevenzione Collettiva della Regione Toscana, in collaborazione con i Dipartimenti di prevenzione dell’Azienda USL 4 di Prato, dell’Azienda USL 7 di Siena, dell’Azienda USL 8 di Arezzo e dell’Azienda USL 10 di Firenze, e con il Servizio di prevenzione e protezione dell’ITI-IPIA “Leonardo da Vinci” di Firenze.

I lavori del Convegno sono stati aperti da Andrea Papini, dirigente scolastico dell’ITI-IPIA “Leonardo da Vinci” di Firenze, che ha lasciato la parola a Marco Masi e a Giuseppe Petrioli, rispettivamente Responsabile del Settore Prevenzione e Sicurezza della Regione Toscana, e del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria di Firenze, che hanno sottolineato l’importanza del progetto “Sicurezza in cattedra” nella promozione della cultura della sicurezza sul lavoro.

Giuseppe Italiano, Direttore dell’IRRE Toscana e Antonio De Lorenzo, dirigente scolastico dell’ITIS “Galileo Galilei” di Arezzo, hanno portato il contributo interno al mondo della scuola, sottolineando sia la qualità dell’impostazione pedagogica, che delle prospettive che apre il progetto.

Piero Cirri, vice amministratore delegato di “Magona d’Italia” e Vezzosi, della Camera del lavoro di Firenze, hanno portato al convegno il punto di vista delle parti sociali; Piero Giorgini, Direttore della Direzione Regionale INAIL della Toscana, ha ricordato il peso del fenomeno infortunistico in Toscana e le difficoltà ancora presenti, nonostante gli sforzi compiuti, ad individuare strategie efficaci di promozione della cultura della sicurezza nei confronti dei giovani.

Alcuni allievi dei 4 Istituti che fanno parte della Rete regionale “Sicurezza in cattedra” (ITIS “Tullio Buzzi” di Prato, ITIS “Galileo Galilei” di Arezzo, ITIS “Tito Sarrocchi” di Siena e ITI-IPIA “Leonardo da Vinci” di Firenze) hanno raccontato il lavoro svolto e le finalità del progetto stesso ed hanno anche analizzato ed illustrato alcuni dati relativi al questionario compilato da tutti i ragazzi impegnati nel progetto nazionale.

Il convegno, la cui organizzazione è stata curata dagli studenti dell’ITI-IPIA “Leonardo da Vinci” di Firenze, in collaborazione con il Settore prevenzione e sicurezza della Regione Toscana, è stato coordinato da Sauro Garzi, responsabile del progetto nazionale “Sicurezza in cattedra”, nonché responsabile del Servizio prevenzione e protezione dell’ITI-IPIA “Leonardo da Vinci” di Firenze.

PROGETTO "SICUREZZA IN CATTEDRA"

Il progetto, articolato in tre anni, ha preso avvio l'anno scolastico scorso e ha avuto l'adesione di 13 istituti distribuiti in tutto il territorio nazionale, e il patrocinio di ISPESL, INAIL, ANMIL, l'IREE della Toscana e del Veneto (che assicurano il monitoraggio e al valutazione del progetto)

ARTICOLAZIONE DELL'INTERVENTO

Configurandosi come un progetto di promozione della salute, la strategia d'intervento prevede due livelli di azione integrata

1) sui determinanti comportamentali: intervento formativo costituito da un percorso interdisciplinare finalizzato a sviluppare fra gli studenti competenze relative alla sicurezza sul lavoro.

Tale intervento, oltre a rispondere ad un obbligo di legge (gli studenti di questi istituti sono equiparati a lavoratori), è indispensabile componente di ogni azione tesa a ridurre il rischio infortunistico, ed è parte integrante del mandato educativo di istituti che preparano figure professionali le quali, in qualità di imprenditori o tecnici, hanno compiti e responsabilità anche in materia di sicurezza sul lavoro.

2). sui determinanti ambientali: intervento tecnico-organizzativo che prevede l'aggiornamento del documento di valutazione dei rischi dell'istituto, nonché la realizzazione del piano di sicurezza della scuola.

Questo livello d'intervento, oltre a creare un contesto favorevole e ad assicurare necessaria coerenza all'azione educativa, risponde a quanto previsto dalla legislazione prevenzionistica (dlgs 626/94 e succo mod.) e quella scolastica (D M 382/98, CM 119/99) che equipara i dirigenti scolastici a datori di lavoro, obbligando li a effettuare la valutazione dei rischi nel proprio istituto, e a organizzare un sistema idoneo a garantire nel tempo condizioni di sicurezza.

CARATTERISTICHE INNOVATIVE DEL PROGETTO

1. L'obbligo di legge viene interpretato come opportunità per la scuola che diventa laboratorio per sperimentare modelli di approccio alla sicurezza e nel contempo azienda per gli allievi coinvolti in un clima di ricerca .sul campo".

2. Affidamento del progetto ai SPP degli istituti.  

I responsabili dei SPP degli istituti coinvolti, insieme a altre figure che operano in altre agenzie con ruoli e competenze attinenti alla sicurezza negli ambienti di lavoro e/o alla metodologia della formazione, hanno costituito un "Gruppo di

di coordinamento" che garantisce la gestione collegiale del progetto.

3. Coinvolgimento degli allievi nelle attività di valutazione dei rischi dell'istituto e di organizzazione del sistema di

sicurezza scolastico.

4. Scambio-integrazione di risorse tra istituti. E' disponibile un "Portale tematico" in materia di sicurezza sul lavoro e tutela dell'ambiente, attraverso cui si può accedere a spazi e strumenti "on-line".

SVILUPPI DEL PROGETTO

Alla fine della sperimentazione i materiali utilizzati e realizzati nel corso delle attività saranno organizzati in un manuale di applicazione del dlgs. vo 626/94 negli istituti ad indirizzo tecnico-professionale