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FONTE:
Costituzioni straniere contemporanee, vol. I, a cura di Paolo Biscaretti di Ruffia, Giuffrè, Milano 1985
Si ringrazia la casa editrice Giuffrè per la disponibilità.


Legge costituzionale del 3 giugno 1958
recante deroga transitoria alle disposizioni dell'articolo 90 della Costituzione del 1946

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA FRANCESE
V REPUBBLICA     (4 ottobre 1958)

PREAMBOLO

Il popolo francese proclama solennemente la sua fedeltà ai diritti dell'uomo ed ai principi della sovranità nazionale così come sono stati definiti dalla dichiarazione del 1789, confermata ed integrata dal preambolo della Costituzione del 1946.

Sulla base di tali principi e di quello della libera determinazione dei popoli, la Repubblica offre ai territori d'oltremare, che manifestano la volontà di aderirvi, nuove istituzioni fondate sull'ideale comune di libertà, di eguaglianza e di fraternità, e concepite in vista della loro evoluzione democratica.

Art. 1. - La Repubblica e i popoli dei territori d'oltremare che, per un atto di libera determinazione, approvano la presente Costituzione formano una Comunità.

La Comunità è fondata sull'eguaglianza e la solidarietà dei popoli che la compongono.

TITOLO I. LA SOVRANITÀ

Art. 2. - La Francia è una Repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale. Essa assicura l'eguaglianza dinanzi alla legge a tutti i cittadini senza distinzione di origine, di razza o di religione. Essa rispetta tutte le credenze.

L'emblema nazionale è la bandiera tricolore, bleu, bianca e rossa.

L'inno nazionale è la "Marsigliese".

Il motto della Repubblica è "Libertà, Eguaglianza, Fraternità"

II suo principio è: governo del popolo, dal popolo e per il popolo.

Art. 3. - La sovranità nazionale appartiene al popolo che la esercita per mezzo dei suoi rappresentanti e mediante referendum. Nessuna frazione del popolo né alcun individuo può attribuirsene l'esercizio.

Il suffragio può essere diretto o indiretto nei modi previsti dalla Costituzione. È sempre universale, eguale e segreto.

Sono elettori, nei modi stabiliti dalla legge, tutti i cittadini francesi di ambo i sessi, che godano dei diritti civili e politici.

Art. 4. - I partiti e i gruppi politici concorrono all'espressione del voto. Essi si formano ed esercitano la loro attività liberamente. Essi devono rispettare i principi della sovranità nazionale e della democrazia.

TITOLO II. Il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Art. 5. - Il Presidente della Repubblica garantisce il rispetto della Costituzione. Mediante il suo arbitrato, assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello Stato. È garante della indipendenza nazionale, della integrità del territorio, del rispetto degli accordi della Comunità e dei trattati.

Art. 6. - [sostituito il 6 nov. 1962 ] . II Presidente della Repubblica è eletto per sette anni a suffragio universale diretto.

Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite da una legge organica.

Art. 7. - [sostituito il 6 nov. 1962 ]. Il Presidente della Repubblica e eletto a maggioranza assoluta dei voti espressi. Se tale maggioranza non viene conseguita al primo scrutinio, si procede ad una nuova votazione, nella seconda domenica successiva.

Lo scrutinio e aperto su convocazione del Governo.

L'elezione del nuovo Presidente ha luogo non meno di venti giorni e non più di trentacinque giorni prima dello spirare dei poteri del Presidente in carica.

Nel caso di vacanza della Presidenza della Repubblica, dovuta a qualsiasi causa, o d'impedimento constatato ad opera del Consiglio Costituzionale, investito della questione dal Governo e statuente a maggioranza assoluta, le funzioni del Presidente della Repubblica, ad eccezione di quelle previste dai successivi artt. 11 e 12, sono provvisoriamente esercitate dal Presidente del Senato e, se quest'ultimo e a sua volta impedito dall'esercitare tali funzioni, dal Governo.

Nel caso di vacanza o quando l'impedimento è dichiarato permanente dal Consiglio Costituzionale, lo scrutinio per l'elezione del nuovo Presidente ha luogo, tranne casi di forza maggiore riconosciuti dal Consiglio Costituzionale, non meno di venti giorni e non più di trentacinque giorni dopo il verificarsi della vacanza o la dichiarazione del carattere definitivo dell'impedimento.

Né gli artt. 49 e 50, né l'art. 89 della Costituzione potranno trovare applicazione durante la vacanza della Presidenza della Repubblica o durante il periodo intercorrente fra la dichiarazione del carattere permanente dell'impedimento del Presidente della Repubblica e l'elezione del suo successore.

Art. 8. - Il Presidente della Repubblica nomina il Primo Ministro. Accetta le dimissioni del Governo presentategli dal Primo Ministro.

Su proposta del Primo Ministro nomina e revoca gli altri membri del Governo.

Art. 9. - II Presidente della Repubblica presiede il Consiglio dei ministri.

Art. 10. - Il Presidente della Repubblica promulga le leggi entro 15 giorni dalla trasmissione al Governo della legge definitivamente approvata.

Può, prima della scadenza di tale termine, chiedere al Parlamento una nuova deliberazione della legge o di alcuni suoi articoli. L'indicata nuova deliberazione non può essere rifiutata.

Art. 11. - Il Presidente della Repubblica, su proposta del Governo durante le sessioni, o su proposta congiunta delle due Assemblee, pubblicata nel Journal officiel, può sottoporre referendum ogni progetto di legge concernente l'organizzazione dei pubblici poteri, comportante l'approvazione di un accordo della Comunità o tendente ad autorizzare la ratifica di un trattato che, senza essere contrario alla Costituzione, potrebbe avere incidenza sul funzionamento delle istituzioni.

Se il referendum è favorevole all'adozione del progetto, il Presidente della Repubblica promulga la legge nel termine previsto dall'articolo precedente.

Art. 12. - Il Presidente della Repubblica può, sentito il Primo Ministro e i Presidenti delle assemblee, sciogliere l'Assemblea Nazionale.

Le elezioni generali hanno luogo almeno 20 giorni e al massimo 40 giorni dopo lo scioglimento.

L'Assemblea Nazionale, è convocata di diritto il secondo giovedì successivo alla elezione. Se la convocazione cade in periodo diverso da quelli previsti per le sessioni ordinarie, ha luogo di diritto una sessione per la durata di quindici giorni.

Non si può procedere ad un nuovo scioglimento durante l'anno che segue dette elezioni.

Art. 13. - Il Presidente della Repubblica firma le ordinanze e i decreti deliberati in Consiglio dei ministri.

Nomina agli impieghi civili e militari dello Stato.

I consiglieri di Stato, il Gran cancelliere della Légion d'honneur, gli ambasciatori ed inviati straordinari, i consiglieri della Corte dei conti, i prefetti, i rappresentanti del Governo nei territori d'oltremare, gli ufficiali generali, i Rettori delle Accademie, i Direttori delle Amministrazioni centrali sono nominati in seguito a deliberazioni prese in Consiglio dei ministri.

Una legge organica determina gli altri impieghi ai quali si provvede con deliberazioni prese in Consiglio dei ministri e le condizioni alle quali il potere di nomina del Presidente della Repubblica può essere da lui delegato per essere esercitato in suo nome.

Art. 14. - Il Presidente della Repubblica accredita gli ambasciatori e gli inviati straordinari presso gli Stati esteri; gli ambasciatori e gli inviati straordinari stranieri sono accreditati presso di lui.

Art. 15. - Il Presidente della Repubblica è il Capo delle forze armate. Presiede i Consigli e i Comitati superiori della Difesa nazionale.

Art. 16. - Quando le istituzioni della Repubblica, l'indipendenza della Nazione, l'integrità del territorio o l'esecuzione degli impegni internazionali sono minacciati in maniera grave ed immediata e il regolare funzionamento dei poteri pubblici costituzionali è interrotto, il Presidente della Repubblica adotta le misure richieste da tali circostanze, sentiti il Primo Ministro, i Presidenti delle assemblee ed il Presidente del Consiglio Costituzionale.

Egli ne informa la Nazione mediante un messaggio. I provvedimenti devono essere ispirati alla volontà di assicurare ai poteri pubblici costituzionali, nel minor tempo possibile, i mezzi necessari per provvedere ai loro compiti. II Consiglio Costituzionale è consultato in materia.

Il Parlamento si riunisce di diritto.

L'Assemblea Nazionale non può essere sciolta durante l'esercizio dei poteri eccezionali.

Art. 17. - Il Presidente della Repubblica ha il potere di concedere la grazia.

Art 18. - I1 Presidente della Repubblica comunica con le due assemblee del Parlamento mediante messaggi, di cui è data lettura e che non danno luogo a dibattito.

Fuori sessione, il Parlamento è riunito espressamente a tale effetto.

Art. 19. - Gli atti del Presidente della Repubblica, diversi da quelli previsti dagli artt. 8 (primo comma), 11, 12, 16, 18, 54, 56 e 61, sono controfirmati dal Primo Ministro e, se del caso, dai ministri responsabili.


TITOLO III. IL GOVERNO

Art. 20. - Il Governo determina e dirige la politica nazionale.

Dispone dell'amministrazione e delle forze armate.

È responsabile davanti al Parlamento nelle condizioni e secondo le procedure previste negli artt. 49 e 50.

Art. 21. - II Primo Ministro dirige l'azione del Governo. È responsabile della difesa nazionale. Assicura l'esecuzione delle leggi. Salve le disposizioni di cui all'art. 13, esercita il potere regolamentare e nomina agli impieghi civili e militari.

Può delegare alcuni poteri ai ministri.

Sostituisce, se del caso, il Presidente della Repubblica nella presidenza dei Consigli e dei Comitati previsti dall'art. 15.

Può, a titolo eccezionale, sostituirlo nella presidenza di un Consiglio dei ministri in virtù di una delega espressa e per un ordine del giorno determinato.

Art. 22. - Gli atti del Primo Ministro sono controfirmati, quando occorra, dai ministri incaricati della loro esecuzione.

Art. 23. - Le funzioni di membro del Governo sono incompatibili con l'esercizio del mandato parlamentare e di qualsiasi funzione di rappresentanza professionale a carattere nazionale e di ogni impiego pubblico o attività professionale.

Una legge organica fissa le modalità per la sostituzione dei titolari di tali mandati, funzioni o impieghi.

La sostituzione dei membri del Parlamento ha luogo in conformità alle disposizioni dell'art. 25.

TITOLO IV. IL PARLAMENTO

Art. 24. - Il Parlamento si compone dell'Assemblea Nazionale e del Senato.

I deputati all'Assemblea Nazionale sono eletti a suffragio diretto.

Il Senato è eletto a suffragio indiretto. Esso assicura la rappresentanza delle collettività territoriali della Repubblica. I francesi stabiliti fuori di Francia sono rappresentati al Senato.

Art. 25. - Una legge organica fissa la durata dei poteri di ciascuna assemblea, il numero dei suoi membri, le loro indennità, le condizioni di eleggibilità, e il regime delle ineleggibilità e delle incompatibilità.

Essa fissa anche le norme per la elezione delle persone chiamate ad assicurare, in caso di vacanza del seggio, la sostituzione dei deputati e dei senatori fino al rinnovo generale o parziale dell'assemblea di appartenenza.

Art. 25. - Nessun membro del Parlamento può essere perseguito, ricercato, arrestato, detenuto o giudicato per le opinioni o i voti espressi nell'esercizio delle sue funzioni. Nessun membro del Parlamento può, nel corso delle sessioni, essere perseguito o arrestato per delitti o contravvenzioni senza l'autorizzazione dell'assemblea della quale fa parte, salvo il caso di delitto flagrante.

Nessun membro del Parlamento può, fuori sessione, essere arrestato senza l'autorizzazione dell'Ufficio di presidenza dell'assemblea di cui fa parte, salvo il caso di flagrante delitto, di procedimento autorizzato o di condanna definitiva.

La detenzione o il procedimento a carico di un membro del Parlamento è sospeso se l'assemblea di cui fa parte lo richiede.

Art. 27. - Il mandato imperativo è nullo.

Il diritto di voto dei membri del Parlamento è personale.

Con legge organica può essere autorizzata eccezionalmente la delega del voto. In tal caso nessuno può ricevere delega per più di un mandato.

Art. 28. - [emen. il 30 dicembre 1959]. Il Parlamento si riunisce di diritto in due sessioni ordinarie ogni anno.

La prima sessione si apre il 2 ottobre, la sua durata è di 80 giorni.

La seconda sessione si apre il 2 aprile e la sua durata non può eccedere i 90 giorni.

Se il 2 ottobre o il 2 aprile è un giorno festivo, l'apertura della sessione ha luogo nel primo giorno non festivo che segue.

Art. 29. - Il Parlamento si riunisce in sessione straordinaria a richiesta del Primo Ministro o della maggioranza dei membri componenti l'Assemblea Nazionale, su un ordine del giorno determinato.

Quando la sessione straordinaria è tenuta a richiesta dei membri dell'Assemblea Nazionale, il decreto di chiusura interviene solo dopo che il parlamento ha esaurito l'ordine del giorno per il quale è stato convocato e al più tardi dopo dodici giorni compreso quello della prima seduta.

Solo il Primo Ministro può chiedere una nuova sessione prima del termine del mese successivo al decreto di chiusura.

Art. 30. - Fuori dei casi in cui il Parlamento si riunisce di diritto, le sessioni straordinarie sono aperte e chiuse con decreto del Presidente della Repubblica.

Art. 31. - I membri del Governo hanno accesso alle due assemblee.

Sono ascoltati quando lo richiedono.

Essi possono farsi assistere da Commissari del Governo.

Art. 32. - II Presidente dell'Assemblea Nazionale è eletto per la durata della legislatura. Il Presidente del Senato è eletto dopo ogni rinnovo parziale.

Art. 33. - Le sedute delle due assemblee sono pubbliche.

Il resoconto integrale dei dibattiti è pubblicato nel Journal officiel.

Ogni assemblea può riunirsi in comitato segreto a richiesta del Primo Ministro o di un decimo dei suoi membri.

TITOLO V. RAPPORTI TRA IL PARLAMENTO E IL GOVERNO

Art. 34. - La legge è votata dal Parlamento.

La legge stabilisce le norme concernenti:

I diritti civici e le garanzie fondamentali accordate ai cittadini per l'esercizio delle pubbliche libertà; gli oneri imposti dalla difesa nazionale ai cittadini in ordine alle loro persone ed ai loro beni;

la nazionalità, lo stato e la capacita delle persone, il regime matrimoniale, le successioni e donazioni;

la determinazione dei crimini e dei delitti, nonché delle pene applicabili; la procedura penale; l'amnistia; la creazione di nuovi ordini di giurisdizione e lo statuto dei magistrati;

la ripartizione, il tasso e le modalità di riscossione delle imposte i ogni natura; il regime di emissione della moneta.

La legge fissa anche le norme concernenti:

il regime elettorale delle assemblee parlamentari e delle assemblee sociali;

la creazione di categorie di enti pubblici;

le garanzie fondamentali riconosciute ai funzionari civili e militari dello Stato;

le nazionalizzazioni di imprese e i trasferimenti di proprietà delle imprese dal settore pubblico al settore privato.

La legge determina i principi fondamentali:

dell'organizzazione generale della difesa nazionale;

della autonomia degli enti locali, delle loro competenze e risorse;

dell'insegnamento;

del regime della proprietà, dei diritti reali e delle obbligazioni civili e commerciali;

del diritto del lavoro, del diritto sindacale e della sicurezza sociale.

Le leggi di carattere finanziario fissano le entrate e le spese dello Stato nei modi e con i limiti previsti da una Legge organica.

Leggi di programma determinano gli obiettivi dell'azione economica e sociale dello Stato.

Le disposizioni del presente articolo potranno essere precisate ed integrate da una legge organica.

Art. 35. - La dichiarazione di guerra è autorizzata dal Parlamento.

Art. 36. - Lo stato d'assedio è decretato in Consiglio dei ministri.

Non può essere prorogato oltre 12 giorni senza autorizzazione del Parlamento.

Art. 37. - Le materie diverse da quelle riservate alla legge hanno carattere regolamentare.

I testi di legge che già disciplinano tali materie possono essere modificati mediante decreto, sentito il parere del Consiglio di Stato. I testi che saranno emanati dopo l'entrata in vigore della presente Costituzione non potranno essere modificati con decreto se il Consiglio Costituzionale non abbia dichiarato che essi sono di natura regolamentare, ai sensi del comma precedente.

Art. 38. - Il Governo può , per l'esecuzione del suo programma, richiedere al Parlamento l'autorizzazione ad emanare con ordinanze, entro un termine limitato, dei provvedimenti che rientrerebbero normalmente nella competenza della legge.

Tali ordinanze sono deliberate in Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato. Esse entrano in vigore con la pubblicazione, ma decadono se il progetto di legge di ratifica non è presentato al Parlamento prima della data fissata dalla legge di autorizzazione ("loi d'habitation").

Alla scadenza del termine di cui al primo comma del presente articolo le ordinanze non possono più essere modificate se non per legge.

Art. 39. - L'iniziativa delle leggi appartiene al Primo Ministro e ai membri del Parlamento. I disegni di legge sono deliberati in Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato, e sono presentati alla Presidenza di una delle due assemblee. I disegni di legge di finanza sono presentati in prima lettura alla Assemblea Nazionale.

Art. 40. - Le proposte e gli emendamenti formulati dai membri del Parlamento non sono ammissibili quando la loro adozione abbia per conseguenza sia una diminuzione delle entrate sia la creazione o l'aggravamento di un onere pubblico.

Art. 41. - Se nel corso dell'iter legislativo appare che una proposta o un emendamento siano estranei alla materia riservata alla legge o siano contrari ad una delega accordata ai sensi dell'art. 38, il Governo può opporre l'irricevibilità.

In caso di disaccordo tra il Governo ed il Presidente dell'assemblea interessata, il Consiglio Costituzionale, a richiesta dell'uno o dell'altro, decide nel termine di otto giorni.

Art. 42. - La discussione dei disegni di legge verte, davanti alla prima assemblea che ne è investita, sul testo presentato dal Governo.

L'assemblea investita di un testo votato dall'altra assemblea delibera sul testo che le è trasmesso.

Art. 43. - I disegni e le proposte di legge sono, a richiesta del Governo o dell'assemblea che ne è investita, inviati per l'esame a Commissioni espressamente designate.

I disegni e le proposte per le quali la richiesta non è fatta, sono inviati ad una delle Commissioni permanenti, il cui numero è limitato a sei per ciascuna assemblea.

Art. 44. - I membri del Parlamento e il Governo hanno diritto di emendamento. Dopo l'apertura del dibattito, il Governo può opporsi all'esame di qualsiasi emendamento che non sia stato anteriormente sottoposto all'esame della Commissione.

Se il Governo lo richiede, l'assemblea si pronuncia mediante un solo voto su tutto o parte dei testo in discussione con gli emendamenti proposti o accettati dal Governo (c.d. vote bloquè: n.d.t.).

Art. 45. - Ogni disegno o proposta di legge è esaminato successivamente nelle due assemblee in vista dell'adozione di un identico testo.

Quando, per disaccordo tra le due assemblee, un disegno o una proposta di legge non ha potuto essere adottata dopo due letture da parte di ciascuna assemblea o, se il Governo ha dichiarato l'urgenza, dopo una sola lettura da parte di ciascuna assemblea, il Primo Ministro ha la facoltà di provocare la riunione di una Commissione mista paritetica incaricata di proporre un testo sulle norme controverse.

Il testo elaborato dalla Commissione mista può essere sottoposto dal Governo all'approvazione delle due assemblee. Nessun emendamento è ammissibile senza l'assenso del Governo.

Se la Commissione mista non raggiunge l'accordo di un testo comune o se il testo non è adottato nei modi previsti dal comma precedente, il Governo può, dopo una nuova lettura da parte dell'Assemblea Nazionale e del Senato, richiedere all'Assemblea Nazionale di decidere definitivamente. In tal caso l'Assemblea Nazionale può riprendere sia il testo elaborato dalla Commissione mista, sia l'ultimo testo da essa votato, ed eventualmente modificato da uno o più emendamenti adottati dal Senato.

Art. 46. - Le leggi alle quali la Costituzione attribuisce il carattere di leggi organiche sono votate e modificate nei modi seguenti.

Il disegno, o la proposta, è sottoposto alla deliberazione e al veto della prima assemblea che ne è investita solo alla scadenza di un termine di 15 giorni dalla sua presentazione. È applicabile la procedura di cui all'art. 45. Tuttavia, in mancanza di accordo fra le due assemblee, il testo non può essere adottato dalla Assemblea Nazionale in ultima lettura se non a maggioranza assoluta dei suoi membri.

Le leggi organiche relative al Senato debbono essere votate nell'identico testo dalle due assemblee.

Le leggi organiche non possono essere promulgate se non dopo dichiarazione di conformità alla Costituzione da parte del Consiglio Costituzionale.

Art. 47. - Il Parlamento vota i disegni di legge di carattere finanziario nei modi previsti da una legge organica.

Se l'Assemblea Nazionale non si è pronunciata in prima lettura nel termine di 40 giorni dalla presentazione del disegno di legge, il Governo ne investe il Senato, che deve decidere nel termine di 15 giorni. Per il resto si procede nei modi previsti dall'art. 45. Se il Parlamento non si pronuncia nel termine di 70 giorni, le disposizioni del disegno di legge possono essere emanate mediante ordinanza.

Se la legge finanziaria che fissa le entrate e le spese di un esercizio non è presentata in tempo utile per essere promulgata prima dell'inizio dell'esercizio stesso, il Governo richiede d'urgenza al Parlamento l'autorizzazione a percepire le imposte e autorizza con decreto le spese relative ai servizi già votati.

I termini previsti dal presente articolo sono sospesi quando il Parlamento non è in sessione.

La Corte dei conti assiste il Parlamento e il Governo nel controllo della esecuzione delle leggi finanziarie.

Art. 48. - L'ordine del giorno delle assemblee comporta, per priorità e nell'ordine fissato dal Governo, la discussione dei disegni di legge presentati dal Governo e delle proposte di legge da esso accettate.

Ogni settimana una seduta è riservata, con precedenza su ogni altra questione, alle interrogazioni dei membri del Parlamento ed alle risposte del Governo.

Art. 49. - Il Primo Ministro, su deliberazione del Consiglio dei ministri, impegna dinanzi all'Assemblea Nazionale la responsabilità del Governo sul suo programma o eventualmente su una dichiarazione di politica generale.

L'Assemblea Nazionale mette in causa la responsabilità del Governo mediante la votazione d'una mozione di sfiducia (motion de censure). La mozione non è ammissibile se non è firmata da almeno un decimo dei membri dell'Assemblea Nazionale.

La votazione non può aver luogo prima di 48 ore dalla presentazione della mozione. Si tiene conto soltanto dei voti favorevoli alla mozione di sfiducia, che deve essere approvata a maggioranza dei componenti l'Assemblea Nazionale. Se la mozione di sfiducia è respinta, i firmatari non possono proporne una nuova nel corso della stessa sessione, salvo il caso previsto dal comma seguente.

Il Primo Ministro può, su deliberazione del Consiglio dei ministri, impegnare la responsabilità del Governo dinanzi all'Assemblea Nazionale sulla votazione di un testo. In tal caso il testo è considerato adottato, salvo che una mozione di sfiducia, presentata nel termine di 24 ore, sia votata nei modi previsti dal comma precedente.

Il Primo Ministro ha facoltà di richiedere al Senato l'approvazione di una dichiarazione di politica generale.

Art. 50. - Quando l'Assemblea Nazionale adotta una mozione di sfiducia o respinge il programma o una dichiarazione di politica generale del Governo, il Primo Ministro deve presentare al Presidente della Repubblica le dimissioni del Governo.

Art. 51. - La chiusura delle sessioni ordinarie o straordinarie è di diritto prorogata ove ricorra l'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 49.

TITOLO VI. TRATTATI ED ACCORDI INTERNAZIONALI

Art. 52. - Il Presidente della Repubblica negozia e ratifica i trattati.

È informato di ogni negoziazione tendente alla conclusione di un accordo internazionale per il quale non è richiesta ratifica.

Art. 53. - Il trattati di pace, i trattati di commercio, i trattati o accordi relativi alla organizzazione internazionale, quelli che impegnano le finanze dello Stato, quelli che modificano disposizioni di natura legislativa, quelli relativi allo stato delle persone e quelli che comportano cessione, scambio o annessione di territori non possono essere ratificati o approvati se non in base ad una legge.

Essi entrano in vigore solo dopo la ratifica o l'approvazione.

Nessuna cessione, scambio o annessione di territorio e valida senza il consenso delle popolazioni interessate.

Art. 54. - Se il Consiglio Costituzionale, richiestone dal Presidente della Repubblica, dal Primo Ministro o dal Presidente di una delle due assemblee, dichiara che un impegno internazionale comporta una clausola contraria alla Costituzione, l'autorizzazione alla ratifica o all'approvazione non può aver luogo se non dopo revisione della Costituzione.

Art. 55. - I trattati o accordi regolarmente ratificati o approvati hanno, appena pubblicati, un'efficacia superiore a quella delle leggi, con la riserva, per ciascun accordo o trattato, della sua applicazione dall'altra parte contraente.

TITOLO VII. IL CONSIGLIO COSTITUZIONALE

Art. 56. - Il Consiglio Costituzionale comprende nove membri, il cui mandato dura nove anni e non è rinnovabile. Il Consiglio Costituzionale si rinnova per un terzo ogni tre anni. Dei suoi membri, tre sono nominati dal Presidente della Repubblica, tre dal Presidente dell'Assemblea Nazionale, tre dal Presidente del Senato.

Oltre i nove membri di cui al precedente comma, fa parte di diritto e a vita del Consiglio Costituzionale chi è stato Presidente della Repubblica.

Il Presidente è nominato dal Presidente della Repubblica. In caso di parità, il suo voto prevale.

Art. 57. - Le funzioni di membro del Consiglio Costituzionale sono incompatibili con quelle di ministro o di membro del Parlamento. Le altre incompatibilità sono fissate da una legge organica.

Art. 58. - Il Consiglio Costituzionale vigila sulla regolarità della elezione del Presidente della Repubblica. Esamina i reclami e proclama i risultati dello scrutinio.

Art. 59. - Il Consiglio Costituzionale decide, in caso di contestazione, sulla regolarità delle elezioni dei deputati e dei senatori.

Art. 60. - Il Consiglio Costituzionale sorveglia la regolarità delle operazioni del referendum e ne proclama i risultati.

Art. 61. - Le leggi organiche, prima della loro promulgazione, i regolamenti delle assemblee parlamentari, prima della loro entrata in vigore, sono sottoposti al Consiglio Costituzionale, che delibera sulla loro conformità alla Costituzione.

Agli stessi effetti, le leggi possono essere deferite al Consiglio Costituzionale, prima della loro promulgazione, dal Presidente della Repubblica, dal Primo Ministro, dal Presidente dell'Assemblea Nazionale, del Presidente del Senato, o da 60 deputati o 60 senatori.

Nei casi previsti dai precedenti commi, il Consiglio Costituzionale decide nel termine di un mese. Tuttavia, a richiesta del Governo, in caso di urgenza, il termine è ridotto a otto giorni. Nei casi menzionati, il deferimento al Consiglio Costituzionale sospende il termine della promulgazione.

Art. 62. - Una disposizione dichiarata incostituzionale non può essere promulgata, né applicata.

Contro le decisioni del Consiglio Costituzionale non è ammessa alcuna impugnazione. Esse sono obbligatorie per i pubblici poteri e per tutte le autorità amministrative e giurisdizionali.

Art. 63. - Una legge organica determina le norme di organizzazione e di funzionamento del Consiglio Costituzionale, la procedura seguita dinanzi al medesimo e, in particolare, i termini concessi per aderirvi.



TITOLO VIII. L'AUTORITÀ GIUDIZIARIA

Art. 54. - Il Presidente della Repubblica è garante dell'indipendenza dell'autorità giudiziaria.

Egli è assistito dal Consiglio superiore della Magistratura.

Una legge organica stabilisce lo statuto dei magistrati.

I magistrati di seggio sono inamovibili.

Art. 65. - Il Consiglio superiore della Magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica. Il Ministro della giustizia è di diritto Vicepresidente. Egli può sostituire il Presidente della Repubblica.

Il Consiglio superiore comprende, inoltre, 9 membri designati dal Presidente della Repubblica nelle condizioni stabilite da una legge organica.

Il Consiglio superiore della Magistratura fa proposte per la nomina dei magistrati di Corte di cassazione e per quelle dei Primi Presidenti di Corte di appello. Dà il parere, nei modi previsti dalla legge organica, sulle proposte del Ministro della giustizia relative alla nomina degli altri magistrati. È sentito sulle concessioni di grazia nei modi previsti da una legge organica.

Il Consiglio superiore della Magistratura delibera anche come Consiglio di disciplina dei magistrati. In tal caso è presieduto dal Primo Presidente della Corte di cassazione.

Art. 66. - Nessuno può essere arbitrariamente detenuto.

L'autorità giudiziaria, garante della libertà individuale, ne assicura il rispetto nei modi previsti dalla legge.

TITOLO IX. L'ALTA CORTE Dl GIUSTIZIA

Art. 67. È istituita un'Alta Corte di giustizia. Essa è composta di membri che l'Assemblea Nazionale e il Senato eleggono, del proprio seno ed in numero eguale, dopo ogni rinnovo generale o parziale delle assemblee stesse. L'Alta Corte elegge il Presidente fra i suoi membri.

Una legge organica fissa la composizione dell'Alta Corte, le norme del suo funzionamento e la procedura da seguire dinanzi ad essa.

Art. 68. - Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni tranne in caso di alto tradimento. Può essere messo in stato di accusa dalle due assemblee, mediante votazione di una identica deliberazione a scrutinio pubblico e a maggioranza dei componenti. È giudicato dall'Alta Corte di giustizia.

I membri del Governo sono penalmente responsabili degli atti, compiuti nell'esercizio delle loro funzioni, che fossero qualificati crimini e delitti al momento in cui erano stati commessi. La procedura sopra definita è applicabile ad essi e ai loro complici nel caso di complotto contro la sicurezza dello Stato. Nei casi previsti dal presente comma, l'Alta Corte è vincolata, in ordine alla definizione dei crimini e dei delitti e alla determinazione delle pene, da quanto stabilito dalle leggi penali in vigore al momento in cui i fatti erano stati commessi.

TITOLO X. IL CONSIGLIO ECONOMICO E SOCIALE

Art. 69. - Il Consiglio economico e sociale, a richiesta del Governo dà il suo parere sui progetti di legge, di ordinanza e di decreto, nonché sulle proposte di legge che gli sono sottoposti.

Un membro del Consiglio economico e sociale può essere designato dallo stesso ad esporre dinanzi alle assemblee parlamentari il parere del Consiglio sui progetti o le proposte che gli sono stati sottoposti.

Art. 70. - Il Consiglio economico e sociale può essere consultato dal Governo su ogni problema di carattere economico e sociale interessante la Repubblica o la Comunità. Ogni piano o progetto di legge di programma a carattere economico è sociale e ad esso sottoposto per il parere.

Art. 71. - La composizione del Consiglio economico e sociale e le norme del suo funzionamento sono stabilite da una legge organica.

TITOLO XI. GLI ENTI TERRITORIALI

Art. 72. - Gli enti (collectivités) territoriali della Repubblica sono i Comuni, i Dipartimenti, i Territori d'oltremare. Ogni altro ente territoriale è creato dalla legge .

Nei Dipartimenti e nei Territori il Delegato del Governo deve curare gli interessi nazionali, il controllo amministrativo e il rispetto delle leggi.

Art. 73. - L'ordinamento legislativo e l'organizzazione amministrativa dei Dipartimenti d'oltremare possono formare oggetto di provvedimenti di adattamento richiesti dalla loro particolare situazione.

Art. 74. - I Territori d'oltremare della Repubblica hanno un ordinamento particolare, che tiene conto dei loro peculiari interessi nell'ambito degli interessi della Repubblica. Esso è definito e modificato dalla legge, sentita l'assemblea territoriale interessata.

Art. 75.- I cittadini della Repubblica che non hanno lo status civilistico di diritto comune, preso in considerazione nell'art. 34, conservano il loro status personale fino a che non vi rinuncino.

Art. 76. - I Territori d'oltremare possono conservare il loro attuale status nell'ambito della Repubblica. Se ne manifestano la volontà, mediante deliberazione della rispettiva assemblea territoriale nel termine previsto dal primo comma dell'articolo 91, essi diventano o Dipartimenti d'oltremare della Repubblica o, riuniti o no fra di loro, Stati membri della Comunità.

TITOLO XII. LA COMUNITÀ

Art. 77. - Nella Comunità istituita dalla presente Costituzione gli Stati godono di autonomia; essi si autoamministrano e gestiscono democraticamente e liberamente i propri affari.

Esiste una sola cittadinanza della Comunità.

Tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla legge, senza distinzione di origine, di razza e di religione. Essi hanno gli stessi doveri.

Art. 78. - La sfera di competenza della Comunità comprende la politica estera, la difesa, la moneta, la politica economica e finanziaria comune, e la politica delle materie prime strategiche.

Essa comprende inoltre, salvo accordo particolare, il controllo della giustizia, l'insegnamento superiore, l'organizzazione generale dei trasporti, esterni e comuni, e delle telecomunicazioni. Mediante accordi particolari possono essere create altre competenze comuni o regolati trasferimenti di competenza dalla Comunità ad uno dei suoi membri.

Art. 79. - Gli Stati membri beneficiano delle disposizioni dell'art. 77 allorché essi hanno esercitato la scelta prevista dall'art. 76.

Fino all'entrata in vigore dei provvedimenti necessari all'applicazione del presente titolo, le questioni di competenza comune sono regolate dalla Repubblica.

Art. 80. - Il Presidente della Repubblica presiede e rappresenta la Comunità.

Sono organi della Comunità: il Consiglio esecutivo, il Senato e la Corte arbitrale.

Art. 81. - Gli Stati membri della Comunità partecipano alla elezione del Presidente della Repubblica nei modi previsti dall'art. 6.

Il Presidente della Repubblica, nella sua qualità di Presidente della Comunità, è rappresentato in ogni Stato della Comunità.

Art. 82. - Il Consiglio esecutivo della Comunità è presieduto dal Presidente della Comunità. Esso si compone del Primo Ministro della Repubblica, dei Capi del Governo di ciascuno degli Stati membri della Comunità e dei Ministri incaricati, per la Comunità, degli affari comuni.

Il Consiglio esecutivo organizza la cooperazione dei membri della Comunità sul piano politico e amministrativo.

L'organizzazione ed il funzionamento del Consiglio esecutivo sono definiti da una legge organica.

Art. 83. - Il Senato della Comunità è composto di delegati che il Parlamento della Repubblica e le assemblee legislative degli altri membri della Comunità scelgono nel proprio seno. Il numero dei delegati di ogni Stato tiene conto della popolazione e delle responsabilità che ciascuno assume nella Comunità.

Esso tiene due sessioni annuali che sono aperte e chiuse dal Presidente della Comunità; ciascuna sessione non può avere una durata superiore ad un mese.

Richiestone dal Presidente della Comunità, il Senato della Comunità delibera sulla politica economica e finanziaria comune prima della votazione finale delle leggi relative da parte del Parlamento della Repubblica e, se del caso, anche da parte delle assemblee legislative degli altri membri della Comunità.

Il Senato della Comunità esamina gli atti ed i trattati o accordi internazionali, di cui agli artt. 35 e 53, che impegnano la Comunità.

Emana decisioni esecutorie nelle materie per le quali ha ricevuto delega dalle assemblee legislative dei membri della Comunità. Tali decisioni sono promulgate nella stessa forma della legge nel territorio di ciascuno degli Stati interessati.

Una legge organica stabilisce la sua composizione e determina le norme del suo funzionamento.

Art. 84. - La Corte arbitrale della Comunità decide sulle controversie tra i membri della Comunità.

La composizione e la competenza della medesima sono fissate da una legge organica.

Art. 85. - In deroga alla procedura prevista dall'art. 89, le disposizioni del presente titolo relative al funzionamento delle istituzioni comuni possono essere modificate mediante leggi votate, nell'identico testo, dal Parlamento della Repubblica e dal Senato della Comunità.

[comma aggiunto il 4 giugno 1960]. Le disposizioni del presente Titolo possono essere revisionate anche mediante accordi conclusi fra tutti gli Stati della Comunità; le nuove disposizioni entrano in vigore secondo le modalità stabilite dalla Costituzione di ogni singolo Stato.

Art. 86. - La trasformazione dello status di uno Stato membro della Comunità può essere richiesta sia dalla Repubblica, sia da una risoluzione dell'assemblea legislativa dello Stato interessato, confermata da un referendum locale, la cui organizzazione e il cui controllo sono assicurati dalle istituzioni della Comunità. Le modalità della trasformazione sono determinate da un accordo approvato dal Parlamento della Repubblica e dall'assemblea legislativa interessata.

Nelle stesse condizioni, uno Stato membro della Comunità può divenire indipendente. In conseguenza di ciò, esso cessa di appartenere alla Comunità.

[commi aggiunti il 4 giugno 1960]. Uno Stato membro della Comunità può egualmente, per mezzo di appositi accordi, divenire indipendente senza cessare, per questo, d'appartenere alla Comunità.

Uno Stato indipendente non membro della Comunità può, per mezzo di appositi accordi, aderire alla Comunità senza cessare di essere indipendente.

La situazione di tali Stati in seno alla Comunità è determinata dagli accordi conclusi a tale scopo e specialmente dagli accordi menzionati nei commi precedenti e, se del caso, dagli accordi previsti nel secondo comma dell'art. 85.

Art. 87. - Gli accordi particolari conclusi per l'applicazione del presente Titolo sono approvati dal Parlamento della Repubblica e dall'Assemblea legislativa interessata.

TITOLO XIII. ACCORDI DI ASSOCIAZIONE

Art. 88. - La Repubblica o la Comunità possono concludere degli accordi con quegli Stati che desiderano associarsi ad esse per fini di progresso civile.

TITOLO XIV. REVISIONE DELLA COSTITUZIONE

Art. 89. - L'iniziativa della revisione della Costituzione appartiene sia al Presidente della Repubblica, su proposta del Primo Ministro, sia ai membri del Parlamento.

Il disegno o la proposta di revisione deve essere votata dalle due assemblee nell'identico testo. La revisione è definitiva dopo essere stata approvata con referendum.

Il progetto di revisione non è sottoposto a referendum quando il Presidente della Repubblica decide di sottoporlo al Parlamento convocato in Congresso; in tal caso, il progetto di revisione si considera approvato solo se riporta la maggioranza dei tre quinti dei voti validi. L'Ufficio di presidenza del Congresso è quello dell'Assemblea Nazionale.

Nessuna procedura di revisione può essere iniziata o continuata quando è stata violata l'integrità del territorio (dello Stato).

La forma repubblicana di governo non può costituire l'oggetto di una revisione.

TITOLO XV. DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Art. 90. - La sessione ordinaria del Parlamento è sospesa. Il mandato dei membri dell'Assemblea Nazionale in carica avrà termine nel giorno della riunione dell'Assemblea eletta in base alla presente Costituzione.

Fino a tale riunione, solo il Governo ha autorità per convocare il Parlamento.

Il mandato dei membri dell'Assemblea dell'Unione Francese avrà termine contemporaneamente al mandato dei membri dell'Assemblea Nazionale attualmente in carica.

Art. 91. - Le istituzioni della Repubblica previste dalla presente Costituzione saranno attuate nel termine di quattro mesi dalla promulgazione della stessa.

Il termine è protratto a sei mesi per le istituzioni della Comunità.

I poteri del Presidente della Repubblica in carica avranno termine alla proclamazione dei risultati della elezione prevista dagli artt. 6 e 7 della presente Costituzione.

Gli Stati membri della Comunità parteciperanno alla prima elezione del Presidente della Repubblica alle condizioni derivanti dal loro status alla data di promulgazione della Costituzione.

Le autorità costituite continueranno ad esercitare le loro funzioni negli Stati membri conformemente alle leggi e ai regolamenti applicabili al momento della entrata in vigore della Costituzione fino all'insediamento delle autorità previste dal nuovo, ordinamento.

Fino alla sua costituzione definitiva, il Senato è formato dai membri in carica del Consiglio della Repubblica. Le leggi organiche che disciplinano la costituzione definitiva del Senato dovranno essere approvate prima del 31 luglio 1959.

Le attribuzioni conferite al Consiglio Costituzionale dagli artt. 58 e 59 della Costituzione saranno esercitate, fino all'insediamento del Consiglio, da una Commissione composta dal Vicepresidente del Consiglio di Stato, in qualità di Presidente, dal Primo Presidente della Corte di cassazione e dal Primo Presidente della Corte dei conti.

I popoli degli Stati membri della Comunità continuano ad essere rappresentati al Parlamento fino all'entrata in vigore dei provvedimenti necessari per l'applicazione del titolo XII.

Art. 92. - I provvedimenti legislativi necessari per l'attuazione delle istituzioni e, fino alla loro entrata in vigore, per il funzionamento dei poteri pubblici saranno adottati in Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, mediante ordinanze aventi forza di legge.

Nel termine previsto dal primo comma dell'art. 91, il Governo è autorizzato ad emanare, mediante ordinanze aventi forza di legge assunte con le modalità sopraindicate, le norme per l'elezione delle assemblee previste dalla Costituzione.

Nello stesso termine ed alle stesse condizioni, il Governo potrà emanare, in tutte le materie, i provvedimenti necessari alla vita della Nazione, alla protezione dei cittadini ed alla tutela delle libertà.

II. DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E DEL CITTADINO

DEL 26 AGOSTO 1789

I rappresentanti del popolo francese costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l'ignoranza., l'oblio e il disprezzo dei diritti dell'uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne Dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e sacri dell'uomo, affinché questi dichiarazione costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, rammenti loro incessantemente i loro diritti e i loro doveri; affinché maggior rispetto ritraggano gli atti del Potere legislativo e quelli del Potere esecutivo dal poter essere in ogni istante paragonati con il fine di ogni istituzione politica; affinché i reclami dei cittadini, fondati d'ora innanzi su dei principi semplici ed incontestabili, abbiano sempre per risultato il mantenimento della Costituzione e la felicità di tutti. Di conseguenza, l'Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell'Essere Supremo, i seguenti diritti dell'uomo e del cittadino:

Art. 1. - Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'utilità comune.

Art. 2. - Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell'uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione.

Art. 3. - Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo o individuo può esercitare un'autorità che non emani espressamente da essa.

Art. 4. - La libertà consiste nel poter far tutto ciò che non nuoce ad altri: così, l'esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Tali limiti possono essere determinati solo dalla Legge.

Art. 5. - La Legge ha il diritto di vietare solo le azioni nocive alla società. Tutto ciò che non è vietato dalla Legge non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.

Art. 6. - La Legge è l'espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere, personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici secondo la loro capacità, e senza altra distinzione che quella delle loro virtù e dei loro talenti.

Art. 7. - Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla Legge, e secondo le forme da essa prescritte. Quelli che sollecitano, emanano, eseguono o fanno eseguire degli ordini arbitrari, devono essere puniti; ma ogni cittadino citato o tratto in arresto, in virtù della Legge, deve obbedire immediatamente: opponendo resistenza si rende colpevole.

Art. 8. - La Legge deve stabilire solo pene strettamente ed evidentemente necessarie e nessuno può essere punito se non in virtù di una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente applicata.

Art. 9. - Presumendosi innocente ogni uomo sino a quando non sia stato dichiarato colpevole, se si ritiene indispensabile arrestarlo, ogni rigore non necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla Legge.

Art. 10. - Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la manifestazione di esse non turbi l'ordine pubblico stabilito dalla Legge.

Art. 11. - La libera manifestazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell'uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.

Art. 12. - La garanzia dei diritti dell'uomo del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti e non per l'utilità particolare di coloro ai quali essa è affidata.

Art. 13. - Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese d'amministrazione, è indispensabile un contributo comune: esso deve essere ugualmente ripartito fra tutti i cittadini in ragione delle loro capacità.

Art. 14. - Tutti i cittadini hanno il diritto di constatare, da loro stessi o mediante i loro rappresentanti, la necessità del contributo pubblico, di approvarlo liberamente, di controllarne l'impiego e di determinarne la quantità, la ripartizione, la riscossione e la durata.

Art. 15. - La società ha il diritto di chieder conto della sua amministrazione ad ogni pubblico funzionario.

Art. 16. - Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita, non ha una costituzione.

Art. 17. - La proprietà essendo un diritto inviolabile e sacro, nessuno può esserne privato, salvo quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga in maniera evidente, e previo un giusto e preventivo indennizzo.
























LEGGE COSTITUZIONALE DEL 3 GIUGNO 1958
RECANTE DEROGA TRANSITORIA
ALLE DISPOSIZIONI DELL'ARTICOLO 90
DELLA COSTITUZIONE DEL 1946

Articolo unico. - In deroga alle disposizioni dell'art.90, la Costituzione sarà oggetto di revisione, da parte del Governo investito il 1° giugno 1958, nei modi seguenti.

Il Governo della Repubblica redigerà un progetto di legge costituzionale in base ai seguenti principi:

1) il suffragio universale è la fonte del potere. Da esso, o dalle istanze elette mediante il medesimo, derivano il potere legislativo ed il potere esecutivo;

2) il potere esecutivo ed il potere legislativo devono essere effettivamente separati in modo che il Governo ed il Parlamento assumano ciascuno per la propria parte e sotto la propria responsabilità la pienezza delle proprie attribuzioni;

3) il Governo deve essere responsabile dinanzi al Parlamento;

4) l'autorità, giudiziaria deve essere indipendente e posta in condizione di assicurare il rispetto delle libertà essenziali quali sono definite dal preambolo della Costituzione del 1946 e dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo, cui tale preambolo si richiama;

5) la Costituzione deve consentire di organizzare i rapporti della Repubblica con i popoli ad essa associati.

Nella stesura del progetto, il Governo sentirà il parere di un Comitato consultivo costituito in prevalenza di membri del Parlamento designati dalle competenti Commissioni dell'Assemblea Nazionale e del Consiglio della Repubblica. II numero dei membri del Comitato consultivo designati da ciascuna Commissione è almeno un terzo dei membri delle Commissioni stesse; il numero, a totale dei membri del Comitato consultivo designati dalle Commissioni è pari a due terzi dei membri del Comitato stesso.

Il progetto di legge, approvato in Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato, è sottoposto a referendum. La legge costituzionale recante la revisione della Costituzione è promulgata dal Presidente della Repubblica entro otto giorni dalla sua approvazione.