promemoria del segretario generale agli Esteri Prunas
per il capo del governo Badoglio su un nuovo colloquio con Vyshinsky
12 gennaio 1944


fonte:
Ministero degli Affari Esteri.
Commissione per la pubblicazione dei documenti diplomatici.
I documenti diplomatici italiani.
Decima serie: 1943-1948
Volume I (9 settembre 1943 - 11 dicembre 1944)
Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Libreria dello Stato, p. 142-143

IL SEGRETARIO GENERALE AGLI ESTERI, PRUNAS,
AL CAPO DEL GOVERNO, BADOGLIO

PROMEMORIA SEGRETO.

Salerno, 12 gennaio 1944.

Rivedo Vyshinsky oggi a Salerno, a sua richiesta. Mi dice di aver ripensato durante la notte al mio suggerimento di ripresa di contatti fra la Russia e l'Italia. Osserva che dal punto di vista tecnico il ristabilimento di tale contatto è certamente giustificato e giustificabile, in quanto non rappresenterebbe che dare ai Soviet quella stessa situazione in cui sono inglesi e americani. Cioè parità di condizioni fra i tre maggiori Alleati. È più complicato invece il problema politico per i gravi riflessi diretti e indiretti che una siffatta iniziativa non potrebbe non esercitare sia sulla situazione interna italiana, sia sui rapporti fra Soviet, Stati Uniti, Gran Bretagna.

Osservo da parte mia che mi par certo che una eventuale iniziativa in questo senso dovrebbe essere accompagnata da un mutamento nell'atteggiamento del partito comunista italiano, oggi violentemente antigovernativo. Posizione del resto sterile e che conduce ad un vicolo cieco da cui converrebbe che la nostra situazione interna fosse girata. Aggiungo che tale eventuale modificazione nell'atteggiamento del partito comunista non potrebbe a sua volta non esercitare una decisa influenza anche sull'atteggiamento degli altri cinque partiti. Ciò che potrebbe probabilmente condurre alla costituzione di quel largo Governo democratico, che è il comune scopo di raggiungere.

Dal punto di vista internazionale non mi nascondo, d'altra parte, che una ripresa dei rapporti italo-sovietici non potrebbe essere certamente attuata attraverso una soluzione concordata fra Russia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Occorrerebbe dunque, a mio avviso, che fosse attuata da Mosca a momento opportuno, con iniziativa segreta ed autonoma. Il R. Governo dovrebbe per ragioni ovvie aver l'aria di subirla. Passata la sorpresa e la diffidenza, gli Alleati avrebbero certamente finito con l'accettarla, non avendo del resto mezzo e modo per contrastarla. Riterrei anzi probabile che un gesto russo in questo senso potrebbe forse provocare un parallelo gesto anglo-americano.

Si scongelerebbe dunque insieme sia la situazione interna italiana, sia, probabilmente, l'attuale situazione armistiziale intollerabile per giungere in tutti e due i settori a posizioni più accettabili e costruttive nell'interesse comune.

Era poi superfluo sottolineare quale vasto impeto una iniziativa siffatta potrebbe imprimere all'influenza sovietica in Italia, dando alla Russia tutti quei vantaggi che il mantenimento delle rigide posizioni armistiziali non potranno mai consentire ad americani ed inglesi. Insisto e sviluppo con particolare ampiezza questo punto. Vyshinsky ascolta le mie argomentazioni con evidente interesse. Mi dice che vi rifletterà ancora. Aveva appunto sollecitato il nuovo abboccamento per averne lumi sull'eventuale modus procedendi. Egli tornerà a Mosca fra breve e sarà colà in grado di studiare e attuare soluzioni concrete. Mi ricorda che vi sono nella capitale sovietica alcuni comunisti italiani intelligenti e competenti.

Ho l'impressione netta che egli intenda effettivamente agire, non so naturalmente quando né con quale precisa procedura. L'accenno ai comunisti italiani in Russia potrebbe forse essere un'indicazione. È bene comunque mantenere la questione assolutamente segreta.