Intercultura

Immagini del documento Educazione interculturale scuola infanzia

L'approccio interculturale non prevede solo la considerazione delle differenze tra sé e l'altro, non prevede solo l'accoglienza dell'altro diverso da sé, ma favorisce l'incontro "vero" con l'altro, nel rispetto delle differenze.

Fare intercultura significa:

•  Valorizzare l'identità culturale di ciascuno

•  Favorire l'incontro con altri modelli culturali

•  Costruire nuovi modelli a partire da tale incontro

Immagini del documento Educazione interculturale scuola infanziaQuando si parla di differenze, in genere si intende ciò che è diverso dal modello culturale di appartenenza, e spesso si pensa agli stranieri, agli alloctoni (che vengono da altre terre), ma non bisogna trascurare che anche nei mondi autoctoni (chi è nato ove risiede) ci sono tante micro e sotto-culture (quelle professionali, sessuali, familiari, generazionali, religiose, locali, organizzative, e anche etniche). Il termine "straniero" contiene in sé una generalizzazione che è necessario superare per conoscere e riconoscere; non solo un cinese è diverso da un tunisino o da un polacco, ma ciascuna persona porta la propria specificità come individuo ed inoltre appartiene sicuramente ad una regione, magari parla non il cinese o il tunisino, ma uno dei tantissimi idiomi locali. Così come per una persona italiana o emiliana o bolognese (e abbiamo già circoscritto di più l'origine etnica e territoriale) possiamo intuire quale può essere la cultura con usi e costumi, modalità di comunicazione in senso lato, ma non possiamo dire che è uguale a tutti gli altri bolognesi.

I bambini che frequentano i servizi educativi per l'infanzia possono provenire da storie personali e familiari molto diverse tra loro; conoscerle significa riconoscere il bambino che ne è portatore e poterlo incontrare nella sua realtà, che è diversa da quella di tutti gli altri.

Tra i bambini che si incontrano nei servizi educativi ci sono:

- bambini nati in Italia da famiglie immigrate

- figli di coppie miste

- bambini adottati

- bambini sfuggiti a guerre, violenze, traumi.

- bambini venuti in Italia per ricongiungimento familiare.

Per chi è nato in Italia da famiglia immigrata è molto frequente il timore di perdere le proprie radici e la propria storia familiare; i bambini adottati spesso vanno incontro ad una rimozione delle loro parti originarie; i bambini che si ricongiungono debbono costruire la relazione con dei genitori spesso sentiti come estranei.

Immagini del documento Educazione interculturale scuola infanziaOgni bambino straniero ha la propria storia, è di fondamentale importanza tenerne conto, come, del resto, ogni bambino ha la propria storia! Il tema delle differenze riguarda tutti ed è esperienza del quotidiano. Ogni bambino (non solo i bambini stranieri) che entra nel servizio educativo arriva con la propria storia che è fatta di eventi, di aspettative, di trame familiari, di relazioni specifiche.Il contesto scolastico ha il compito di tener conto e accogliere i bambini con le loro differenze, sapendo che quando un bambino a tre anni varca la soglia della scuola dell'infanzia non entra da solo, ma con lui entrano (ed è importante che ne teniamo conto) la sua famiglia e la sua storia (come è nato, con quali aspettative, con problemi alla nascita oppure no, in quale ordine di genitura.).

 

Nell'incontro con l'altro da sé la negazione dei problemi non aiuta la convivenza; è più importante riconoscere la propria fatica, gli stereotipi, i pregiudizi, gli eventuali conflitti per non contribuire a creare delle paure. Educazione interculturale è educazione alla pace, ma anche del conflitto, per saperlo gestire; negarlo, attribuendo solo un significato esotico alle culture altre, o non rispettando le caratteristiche dell'altro vuol dire essere lontani dall'educazione interculturale.

La prospettiva interculturale si configura come un "percorso di vita" contrassegnato da momenti di discontinuità, di frattura, innovazione, creatività.

Agire in maniera interculturale non significa sospendere ogni facoltà di critica, e nemmeno buttar via tutto il nostro bagaglio culturale e sociale per sostituirlo con qualcosa d'altro; come anche attuare i principi dell'educazione interculturale non significa accettare tutto e tutti (questo vorrebbe dire accettare per esempio una pratica violenta come l'infibulazione.). Al contrario è importante che l'educatore tenga conto della propria identità, della propria cultura, delle proprie idee, e con queste si rapporti con accoglienza e rispetto alle culture diverse dalla sua. Alla base della pedagogia interculturale ci sono il dialogo, ma anche il conflitto.

 

 


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