Il precariato

peculiarità ed evoluzione

•  Gli anni Settanta e Ottanta

> Il consolidamento delle pratiche di sanatoria si ebbe con il boom della scuola di massa che raggiunse il suo culmine con gli anni Sessanta, quando i precari diventarono la metà degli addetti. La mancanza di pianificazione delle assunzioni e una politica economica che cercava di profittare del precariato per contenete la spesa incontrollabile del personale, portò all'aumento della spinta rivendicativa e a una massiccia sindacalizzazione. 6

La legge 1074/1971

Così, il 6 dicembre 1971 fu emanata la legge 1074, che introduceva gli incarichi a tempo indeterminato e istituiva corsi abilitanti speciali . I docenti incaricati diventavano praticamente illicenziabili, sebbene ancora in attesa di abilitazione. Ma il "movimento" non si accontentò. Comitati permanenti controllavano lo svolgimento dei corsi ed esprimevano delegati per le assemblee provinciali le quali si occupavano di mantenere i rapporti con le organizzazioni sindacali. Queste, nell'autunno del 1972, indissero quattro giorni di sciopero in cui il personale precario ebbe un ruolo centrale.

La legge 474/1973

In pochi mesi, il Governo Andreotti emanò la legge 477 del 30 luglio 1973, il cui articolo 17 prevedeva l'immissione in ruolo attraverso l'istituzione dei una graduatoria ad esaurimento . Furono indetti altri corsi abilitanti in attesa della scomparsa dei concorsi a cattedra, sulla quale allora erano tutti d'accordo. Con quella legge furono immesse in ruolo 200.000 insegnanti e il tasso di precariato passò dal 52% al 28%.

La legge 463/1978

Nel quinquennio successivo la spinta "dal basso" ricominciò progressivamente ad aumentare perché la fase ascendente della popolazione scolare non si era ancora esaurita ma anche perché molti insegnanti attendevano ancora il ruolo, nonostante la 477. Cosicché tra l'autunno del 1977 e l'estate del 1978 si creò un movimento rivendicativo di un certa forza - coagulato anche grazie allo svolgimento di un'altra tornata di corsi abilitanti nel 1976 - che si concretizzò in una significativa osmosi con il Sindacato ed anche con il ripresentarsi di forme autonome di coordinamento e rappresentanza dei precari.

Quel movimento portò all'emanazione della Legge 463 del 9 agosto 1978. Molte altre persone passarono di ruolo , ma la contropartita fu l'istituzione di un nuovo concorso ordinario , a cui il Parlamento sembrava, nonostante tutto, non rinunciare.

La legge 270/1982

Intanto, con gli anni Ottanta, la fase demografica propulsiva si era esaurita, ma l'incremento dei "posti" non diminuiva, attraverso l'iniziativa "pedagogica": corsi pomeridiani di studio sussidiario, attività complementari, attività integrative, le "150 ore", ecc.).

La generazione di docenti che, all'inizio degli anni Ottanta, aveva alcuni anni di lavoro alle spalle, spingeva per una soluzione analoga a quelle del 1973 e del 1978. Nel 1980, quindi, fu presentato un disegno di legge, conosciuto come il 1112, che ebbe vita assai tormentata, complici diverse crisi di governo e i veti incrociati in Parlamento. Il 5 febbraio del 1982, fu organizzata la marcia dei 25.000. Erano tutti precari, organizzati dal Sindacato, che sfilarono davanti al Ministero. Due mesi e mezzo dopo, il 20 maggio 1982, fu approvata la legge 270 che istituiva altri corsi abilitanti e rinnovava le graduatorie ad esaurimento per le immissioni in ruolo.

La legge 326/1984

Una coda di quel provvedimento fu gestita con la Legge 326 del 16 luglio 1984, che rispose alle rivendicazioni dei docenti che, pur esclusi dalla 270 del 1982, avevano maturato i requisiti di servizio nei due anni successivi ed aspiravano all' abilitazione tramite una sessione riservata.

Legge 246/1988

Il decennio avrebbe riservato comunque ben altre due leggi sul reclutamento. Con la prima, la Legge 246 del 4 luglio 1988, trovano soluzione legislativa le esperienze degli ultimi tre lustri. Essa fornì la possibilità di immissione in ruolo in due province (una delle quali doveva coincidere con quella di servizio) a chi avesse un biennio di servizio tra il 1975 e il 1981.

Legge 417/1989

Tali prassi fu però definitivamente completata con il cosiddetto "doppio canale", istituito dalla legge 417 del 27 dicembre 1989. Il "doppio canale, fu la prima sanzione del fallimento del concorso . Con esso, infatti, si ammetteva implicitamente l'impossibilità di regolare gli accessi ai ruoli con il solo strumento delle selezione meritocratica e si cercava di regolare "il traffico" - sempre affollato - degli ingressi con l'apertura di una via riservata (al 50% dei posti) a coloro che avevano maturato una certa esperienza come supplenti.

Ai beneficiari della 246, i precari più anziani, si aggiunsero tutti coloro che nel triennio, via via preso in considerazione, avessero prestato almeno 360 giorni di servizio. Questi docenti accedevano a un concorso per soli titoli e avevano priorità assoluta per incarichi e supplenze.

Grazie alla 417 si raggiunse il più basso livello di incarichi annuali mai registrato nel paese e, per il biennio, il fenomeno del precariato scolastico non fu molto distante dal minimo fisiologico legato alle supplenze temporanee.


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6 Per notizie dettagliate sulla vicenda del precariato nel secondo Dopoguerra cfr. "Precariato e reclutamento degli insegnanti nella storia della Repubblica", Proteofaresapere, gennaio 2004.

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