L'esame di stato secondo Berlinguer
Dopo trent'anni, il ministro Berlinguer decise di intervenire sull'esame di maturità, prima di riformare la scuola secondaria superiore, con l'intenzione di introdurre maggiore “serietà”. Con la legge 425/1997 furono stabilite 3 prove scritte e colloqui su tutte le discipline. In realtà quel provvedimento non aggiunse nessuna serietà, infatti:
- 1) tolse l'unico elemento di parziale sbarramento costituito dallo “scrutinio d'ammissione”;
- 2) depotenziò”, affidandola ai commissari interni, la terza prova, che nelle intenzioni originarie doveva essere la più obiettiva (in quanto “strutturata”) e nazionale;
- 3) definì criteri “opachi” di calcolo del credito scolastico, chiaramente congegnati per non precludere il 100;
- 4) inventò il bonus, un altro modo per ampliare il numero dei 100;
- 5) costruì un'assurda prova orale su otto-dieci materie, condite con la salsa della tesina, e oggetto di valutazioni del tutto discrezionali.
La legge modificò infine le commissioni d'esame, che divennero miste, metà interni e metà esterni con presidente esterno (max 4+4 e un presidente esterno ogni 2 commissioni).
La percentuale dei promossi, nonostante le dichiarate intenzioni di maggior rigore, continuò a salire, superando il 95%. Una percentuale peraltro valutata al ribasso poiché non tiene conto di quel tasso di studenti, variabile fra il 5% e il 7%, che prima della riforma Berlinguer non veniva ammesso all'esame dallo scrutinio finale.
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Anno |
% |
Vecchia maturità |
1995-1996 |
93.3 % |
Vecchia maturità |
1996-1997 |
93,8 % |
Vecchia maturità |
1997-1998 |
94,6 % |
Nuovo esame di stato |
1998-1999 |
94,9 % |
Nuovo esame di stato |
1999-2000 |
95,9 % |
Nuovo esame di stato |
2000-2001 |
96,8 % |
Fonte INValSI |
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L’esame di stato nel combinato Tremonti-Moratti
La finanziaria 2002 fece un altro intervento isolato sull'esame di stato, trasformando, per puri motivi economici, la commissione da mista a tutta interna con il solo presidente esterno. Non fu apportato nessun altro cambiamento, nemmeno agli elementi negativi sopramenzionati e già evidenziati. I risultati degli esami rimasero, e sono rimasti, sostanzialmente immutati, come si evince dalla tabella sottoriportata. C'è però un aggravante: il combinato fra diritti delle scuole paritarie, acquisiti con la L.62/2000, e commissione tutta interna ha ampliato a dismisura la piaga italica dei “diplomifici”. Il numero di privatisti che ottiene il diploma iscrivendosi per l'esame nelle scuole paritarie è passato da 198 nel 2000 a 15.167 nel 2004 (7500%). A questo si aggiungono altri due elementi preoccupanti:
- 1) l'aumento entro le scuole paritarie dei così detti “ottisti”, ossia degli studenti che saltano l'ultimo anno se hanno la media dell'otto nel penultimo;
- 2) il conseguimento nelle scuole paritarie del voto massimo finale, 100/100, in percentuale più che doppia rispetto alle scuole statali.
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Anno scolastico |
% promossi |
Esame comm. mista |
2000-2001 |
96,8 % |
Esame comm. interna |
2001-2002 |
96,7 % |
Esame comm. interna |
2002-2003 |
97,1 % |
Esame comm. interna |
2003-2004 |
95,6 % |
Esame comm. interna |
2004-2005 |
97,1 % |
Fonte INValSI |
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