Il contenuto dei 5 titoli del codice deontologico

 

 

1) L'ETICA VERSO LA PROFESSIONE

Il primo messaggio forte di questo capitolo è quello di non rivendicare da altri l'autorità della professione, con atteggiamenti di delega, di rinuncia o di sottomissione, ma di costruirla nell'azione con comportamenti che la valorizzino e la tutelino dall'impoverimento e dal degrado.

A questo scopo il primo dovere di ogni docente è quello di approfondire ed adeguare il proprio bagaglio di conoscenze e competenze definite in teoriche (cultura generale di base, specifico disciplinare, didattica generale e disciplinare, teorie della conoscenza e dei processi comunicativo-relazionali, tecnologie della comunicazione ecc..), operative (progettazione e pratica didattica, attività di valutazione, uso degli strumenti di verifica, uso delle tecnologie didattiche, organizzazione dei gruppi) e sociali (relazione e comunicazione), con riferimento agli standards professionali e con la sottolineatura che è quindi l'insieme di queste conoscenze e competenze che deve essere arricchito, aggiornato ed adeguato.

Insieme al dovere dell'approfondimento della preparazione professionale, il codice sottolinea come sia altrettanto rilevante il dovere verso l'autovalutazione, come strumento per correggere e migliorare la propria azione educativa.

E ancora, è significativa l'affermazione, forse fatta per la prima volta in Italia, che è dovere di ciascun docente contrastare, per quanto possibile, l'accesso alla professione di persone incompetenti. Dopo decenni di sanatorie e immissioni in ruolo ope legis, è questa la prima condizione necessaria e indispensabile per ridare autorità e prestigio alla professione docente.

Su questo stesso piano si pone il dovere di non tollerare, con il silenzio o l'indifferenza, comportamenti di colleghi che possano nuocere agli allievi e alla dignità della professione docente.

Insieme al valore del merito, come è stato sopra indicato, viene sancita l'importanza di salvaguardare l'autonomia della professione sia da imposizioni politiche, ideologiche o religiose, sia da eccessi normativi e burocratici.

Sono questi ultimi, da troppo tempo, i veri nemici della professione docente. Il lavoro dell'insegnante si nutre di relazioni umane e cresce con esse. E' dunque dovere del docente impedire che queste siano isterilite dall'ipertrofia delle regole, dalla paranoia documentativa (registri, autorizzazioni, verbalizzazioni, relazioni ecc..) e dai ritualismi di una collegialità formale e inconcludente.

Infine un richiamo forte al fatto che la valorizzazione e la salvaguardia della professione docente richiedono il superamento dell'individualismo e lo sviluppo di forme associative coerenti. A questo fine si sottolinea l'importanza dell'impegno di ciascun insegnante nei confronti dell' associazionismo professionale, strumento imprescindibile per l'affermazione del professionismo della docenza.

 

ADi Associazione Docenti Italiani
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